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Il Genoa ritorna dalla tournée inglese e pensa all’esterno: Milos o Bueno

Genova. Il mercato balla, il Genoa corre. Il Grifone si è concesso una tournee inglese a riabbracciare le proprie radici. Dopo il pareggio con lo Stoke Citye settimane. E, in Inghilterra, dove il Genoa sta concludendo la tournée celebrativa in omaggio ai 120 anni, e alle tradizioni, siamo ai saluti. Dopo l’impegno con lo Stoke City, con un pareggio che sembra aver soddisfatto lo staff tecnico, il Genoa ritorna in città per il count down pre campionato. La trasferta inaugurale sarà di domenica alle 18 contro l’Inter di Mazzarri che ieri si è fatta bucare 3 volte dallo splendido Real Madrid di Carletto Ancelletto che in questo agosto è sembrato una schiacciasassi.

Ma dopo la rivoluzione di luglio imposta con il quieto Liverani, il Grifone non voler precorrere troppo i tempi, due settimane prima del kick-off sembrano ancora tante.

Il mister non sembra neanche voler chiedere ulteriori sforzi al presidente, un po’ perché non è nel carattere, un po’ perché si fida della macchina che ha costruito in questo mese di lavoro. Certo, nel balletto Gilardino resta, Gilardino se ne va, una la voglia di una punta persiste.

Gli ultimi nomi circolati sono Gonzalo Bueno, uruguaiano, classe 1993, conteso dalla Roma (e che qualcuno fa notare sarcasticamente non è garanzia di sicura caratura). Mancino purissimo, fisico longilineo. Una scommessa.

Ancora più scommessa sarebbe quella di Milos Krasic che milità nella Juventus di Delneri con buoni risultati, messo poi ai margini dal Antonio Conte e finito nell’oscurità ne Fenerbace dove la sua stella ha smesso di brillare. Di lui si ricorda la caduta a Bologna, qualche gol mangiato sotto porta, e uno scatto bruciante. Chi lo ha conosciuto a Torino, come il tecnico di Aquilea, dice che il problema è la testa. Se indovina la prima giocata può fare partite mostruose (e il Genoa se lo ricorda, con quel gol segnato a Marassi partendo da destra e saltando tre uomini rossoblù). Chi lo vuole a Genova sa che invece il problema è solo l’ingaggio: troppo alto 1,7 milioni di euro che percepisce all’anno.

Due anni fa, in ritardo sul ritiro juventino ma non per colpa sua, affittò a sue spese un volo privato per arrivare in tempo a Villar Perosa. Chissà se per un rilancio della sua carriera, fra l’altro in una piazza così affascinante come quella del Genoa, non possa fare qualche “sacrificio” sul suo oneroso stipendio.

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