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Genoa al Picchi bene Gila, ma steccano gli altri big e preoccupa la tenuta atletica della squadra

Genova. C’era curiosità sulla prima partita ufficiale del Genoa, che si presentava al Picchi con una squadra solida, esperta. Enrico Preziosi a godersi la squadra dalla tribuna, il neo tecnico Fabio Liverani deciso in panchina.

Poi la partita che non ti aspetti. Lo Spezia che inizia a mille e il Genoa che va in vantaggio con Alberto Gilardino al 12′, la sicurezza di vedere una partita in discesa e invece Lo Spezia che a sprazzi monta un pressing indiavolato che il Genoa non riesce a sostenere. Il tasso tecnico superiore del Grifone che non emerge, i “big”, i più talentuosi che tradiscono ai rigori: prima sbaglia Floro Flores, poi Bertolacci e infine il fiore all’occhiello della campagna acquisti 2013: Lodi.

Al di là del 2-2, che visto lo stato di forma degli spezzini, il tasso di agonismo e voglia messa in campo, quasi ci poteva stare, è il modo in cui è maturato che non ha convinto a pochi giorni dall’inizio del campionato.

La spina dorsale della squadra appare poco energica e vitali, riflessiva, di buona classe, ma con poco movimento (forse anche in virtù di un Biondini appannato rispetto ai ricordi in rossoblù).

Liverani era dispiaciuto, ha parlato di un buon primo tempo, si è rammaricato per il mancato raddoppio e per la leggerezza che ha portato al pareggio dei bianconeri. Gli è piaciuta però la determinazione, quel pareggio acciuffato all’ultimo respiro, la voglia di non perdere sul campo.

Preziosi, alla fine è sceso negli spogliatoi per tirare su i suoi giocatori. Domenica il Grifone è aspettato da un’altra convalescente qual è l’Inter di Mazzarri. Tutto sommato, la prima giornata sempre ricca di sorprese, potrebbe essere un buon momento per andare a giocare a San Siro.

La squadra deve crescere, però, soprattutto atleticamente.