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Politica

Festa nazionale Pd, tra crisi di governo e contestazioni. Lunardon: “Genova al centro della politica”

Genova. Letta, Renzi, Kyenge, Epifani, Lupi, D’alema, Franceschini. Ma anche i tre leader dei sindacati confederali, Camusso, Bonanni e Angeletti. Giorgio Squinzi e Matteo Colaninno e ancora la presidente della camera Boldrini, il presidente del Senato Grasso, i ministri Annamaria Cancellieri,
Massimo Bray. Con la festa nazionale Pd, Genova torna al centro della politica italiana.

Era tempo di congresso anche nell’ultima festa nazionale, nel 2009, con i tre candidati alla segreteria Bersani, Franceschini, Marino ospiti a Genova. Quattro anni dopo, lo scenario, con il governo delle larghe intese, è nettamente diverso. Da “dove l’Italia si ritrova” a “Perché l’Italia vale”.

“Siamo stati temerari – ha detto oggi il segretario provinciale Giovanni Lunardon durante la presentazione ufficiale – Quando abbiamo pensato di avanzare la candidatura di Genova per ospitare la festa nazionale erano proprio i giorni tormentati, angosciati e ricchi di sgomento dell’elezione del Presidente della Repubblica. Ma è proprio nei momenti difficili che si deve alzare la testa e rivendicare l’orgoglio della propria appartenenza per guardare avanti”.

E da Roma è arrivato il riconoscimento: Genova luogo ideale per la festa nazionale Pd. Undici giorni al Porto Antico in un villaggio di 80 mila metri quadri, mille i volontari al lavoro. “Saremo il centro della politica nazionale”, ha annunciato Lunardon. Via quindi ai dibattiti nazionali e a quelli provinciali (la festa nazionale durerà fino al 9 settembre, quella provinciale proseguirà fino al 16. Leggi il programma completo) “Faremo anche una buona dose di politica in questi giorni difficili e delicati per il Paese, per il governo e le scelte che aspettano il Pd – ha sottolineato il segretario genovese – con la consapevolezza di essere l’unico partito rimasto in campo. Una grande responsabilità, cercheremo di esserne all’altezza”.

Venerdì 30 agosto l’inaugurazione con il primo ministro Enrico Letta, domenica 1 settembre atteso invece Matteo Renzi. Ma non sarà un’incoronazione ufficiale. “Il congresso lo faremo dopo la festa – ha spiegato Lunardon – il Pd ha bisogno di una discussione ampia per scegliere leadership, linea politica e garantire stabilità al centrosinistra”. La Festa sarà comunque un’anteprima del congresso: sfileranno uno per uno i big nazionali e gli esponenti di governo. Letta, Renzi, ma anche Bersani, D’alema Franceschini e a chiudere, il segretario Guglielmo Epifani. Apre il premier, Erico Letta. “Lo aspettiamo per stringerci intorno a lui in un momento così delicato per il paese e il governo”.

Ma ad attendere primo ministro ed esponenti Pd ci saranno anche diverse contestazioni. Lavoratori e temi caldi, da Ansaldo al Carlo Felice passando per i No Terzo valico-No Gronda, che incrociano “le responsabilità di governo”. “E’ un fatto abituale – ha concluso Lunardon – siamo un partito aperto, sappiamo che è nostra responsabilità dare risposte, cercheremo di farlo”.