Donna uccisa da yacht a Camogli: rinvenute tracce organiche sulle eliche. La tragedia di due famiglie - Genova 24
Cronaca

Donna uccisa da yacht a Camogli: rinvenute tracce organiche sulle eliche. La tragedia di due famiglie

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Genova. Ci vorranno ancora alcuni giorni perché il corpo straziato di Vittoria Castellini possa essere restituito alla famiglia. I sommozzatori della capitaneria di porto infatti, hanno rilevato alcune tracce organiche nelle eliche di poppa del motoscafo che l’ha investita venerdì pomeriggio a poca distanza dal porticciolo di Camogli. Formalmente ora è necessario provare che quelle tracce appartengano alla vittima: nei prossimi giorni, quindi, verrà prelevato il dna dal corpo della donna e confrontato con i reperti trovati. Solo allora potrà essere certificato che è stato il cabinato a motore condotto dallo skipper e ormeggiatore di Camogli Daniel Lagno a investire Vittoria. Intanto la Capitaneria di porto sta esaminando il gps dell’imbarcazione per vedere se contiene o meno dati utili per comprendere esattamente in che punto è avvenuto l’impatto.

Non che questo sia così rilevante per la Procura (l’ipotesi di omicidio colposo resterebbe comunque) né per un’eventuale ipotesi di reato di omissione di soccorso, per la quale però occorrerebbe provare che Lagno si è accorto del drammatico urto. Un testimone ieri sera, intervistato dal Tgr, avrebbe detto che il motoscafo andava a forte velocità e che dopo l’impatto avrebbe fatto un mezzo giro su se stesso, come per verificare se era successo qualcosa, e poi ripartire verso Portofino. Questa e le altre testimonianze verranno ora vagliate dalla Procura che, con l’ausilio della Guardia costiera, cerca di ricostruire l’esatta dinamica della tragedia.

Certamente il fatto che le tracce siano state rilevate solo sulla poppa del motoscafo sembrerebbe accreditare l’ipotesi (emersa giò da alcune testimonianze) secondo cui Vittoria Castellini ha visto il motoscafo arrivaree, dopo aver invano tentato di segnalare la sua presenza, si è immersa riuscendo sfuggire all’impatto con lo scafo, ma non a quello, terribile e fatale, con le eliche dei due motori.

Lagno intanto, dopo aver in un primo momento dichiarato di non essersi accorto di nulla, ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. L’uomo, assistito dagli avvocati difensori Roberto Curcuruto e Angelo Giarda, ha rifiutato il test del capello, ma non quello delle urine. I pretest tossicologici infatti avrebbero rivelato alcuni parziali risultati positivi per i quali servono ora esami più dettagliati. Se per esempio avesse assunto cannabis, il consumo potrebbe anche risalire anche a giorni precedenti l’incidente in quanto la sostanza attiva della cannabis resta a lungo nel sangue e i militari della Capitaneria avrebbero confermato che l’uomo era assolutamente lucido quando è stato sentito.

L’eventuale “spinello” quindi, in ogni caso, potrebbe avere ben poco a che fare con una tragedia che, qualunque sia la dinamica, ha straziato due famiglie: quella di Vittoria Castellini e quella di Lagno, diventato papà solo da tre settimane e che dovrà per sempre convivere con quanto accaduto.