Con pesto e testaroli alla conquista della Montagna dello Spirito: 10 alpinisti di Liguria e Toscana pronti per il Nepal - Genova 24
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Con pesto e testaroli alla conquista della Montagna dello Spirito: 10 alpinisti di Liguria e Toscana pronti per il Nepal

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Liguria. Il pesto sulla Montagna dello Spirito. Non è una trovata pubblicitaria, è piuttosto un’impresa che partirà alla fine di agosto. Dall’Italia al Nepal, per la prima volta dieci alpinisti di Liguria e Toscana proveranno a conquistare il Manaslu e porteranno a oltre quota 8mila metri i prodotti tipici delle due regioni. La sfida nella sfida: cucinare i testaroli al pesto ad alta quota.

Protagonisti dell’impresa alcuni dei migliori alpinisti del territorio tra Liguria e Toscana, che uniranno le proprie forze per affrontare l’impegnativa ascesa alla vetta himalayana, in stile alpino cioè, senza l’ausilio di bombole d’ossigeno e portatori d’alta quota.

La spedizione vede unite realtà legate alla montagna delle due regioni confinanti: 10 Comuni (Carrara, Massa, Genova, La Spezia, Pontremoli, Zeri, Bagnone, Follo, Fivizzano, Portovenere), l’Unione dei Comuni della Lunigiana, le Province di Massa Carrara e La Spezia, le Regioni Liguria e Toscana, il Parco Nazionale delle Cinque Terre e quello dell’Appennino Tosco Emiliano, il Parco Regionale di Monte Marcello Magra e quello delle Alpi Apuane, il Corpo Forestale dello Stato.

Organizzata dal Consorzio Il Cigno, dalle sezioni del CAI delle province della Spezia e di Massa Carrara, dal Cai Liguria sezione di Bolzaneto, la spedizione ha la preziosa collaborazione dell’Esercito Italiano 9° Rgt. Col Moschin e si svilupperà, per un totale di 45 giorni, nei mesi di settembre e ottobre 2013, in concomitanza col 150o anniversario del Club Alpino Italiano. La squadra ricalcherà le orme della prima salita alla cima, avvenuta nel 1956, sulla via dei Giapponesi, utilizzando quattro campi intermedi, oltre al campo base posto a quota 4850 metri, situato sulla morena del ghiacciao Manaslu, ai piedi della parete nord-est.

“Nei mesi scorsi e per i prossimi giorni – spiega Fabrizio Molignoni, capo-spedizione – in vista della partenza abbiamo organizzato un calendario denso di appuntamenti che, fra la proiezione di filmati e immagini, conferenze e testimonianze faccia conoscere al pubblico degli appassionati di montagna e a tutti i liguri-apuani in generale la nostra spedizione e i suoi protagonisti. Abbiamo sentito l’esigenza di promuovere i valori di quest’impresa che, oltre ai contenuti strettamente tecnici e alpinistici, racchiude i valori profondi del rispetto dell’ambiente, dell’amore delle nostre montagne e delle nostre regioni, il desiderio innato in ogni essere umano di mettersi alla prova, di superarsi e di spingere un passo avanti i propri limiti, in una sfida continua di crescita interiore”.

Oltre alle tante presentazioni nelle sedi Cai-Club alpino italiano sparse tra Liguria e Toscana, i protagonisti della spedizione, al proprio ritorno dal Manaslu, inizieranno un tour didattico nelle scuole dei Comuni patrocinanti per trasmettere il rispetto e i valori dell’ambiente, specie degli ecosistemi ancora incontaminati, ai bambini e ai ragazzi, gli adulti del domani.

La spedizione è anche l’occasione per un’operazione di marketing territoriale sui generis. “Porteremo i prodotti locali delle nostre due regioni oltre quota 4mila metri e li faremo conoscere agli altri componenti delle varie spedizioni internazionali che saranno presenti nel campo base del Manaslu, anticipando il tema cibo-natura-uomo al centro di Expo 2015 – spiega Edoardo Rixi, consigliere regionale della Lega Nord e unico componente genovese della spedizione – La sfida nella sfida sarà cucinare i testaroli al pesto, il piatto che unisce idealmente la tradizione culinaria ligure-apuana, a quota 8mila metri, magari festeggiando la conquista della vetta”.

Tra i viveri che gli alpinisti porteranno al campo base: olio e olive 100% taggiasche di Olive di Dolceacqua snc, il salame Sant’Olcese De.Co. del salumificio Cabella, il lardo di Colonnata Igp della larderia Mafalda, il vino vermentino doc Colli di Luni dell’ azienda La Felce e della Cantina di Nonno Pescetto, olio extravergine d’oliva dell’azienda agricola La Sarticola, la farina Antico Grano Bianco della azienda agricola La Giara, il formaggio dell’azienda agri-turistica la Debbia, i testaroli, il miele della Strada del Miele (Calice al Cornoviglio-Tresana-Mulazzo) e altri prodotti della condotta Slow Food La Spezia-Cinque Terre-Val di Vara e Levanto. E l’immancabile pesto genovese offerto dal Genovese di Roberto Panizza, l’organizzazione del campionato mondiale del pesto che ha inventato, per l’occasione, una speciale confezione “zainabile” della tipica salsa ligure.

A dare un originale taglio artistico e antropologico alla spedizione saranno i disegni e gli scritti dello scultore carrarese Paolo Cavallo, profondo conoscitore delle tradizioni delle millenarie civiltà buddiste-induiste, a raccontare le esperienze e le emozioni vissute in prima persona durante il viaggio e l’incontro con la cultura delle popolazioni che vivono nel Parco Nazionale del Monte Manaslu.

Infine, per la cifra di 5 euro si può acquistare una cartolina che verrà poi spedita, direttamente dagli alpinisti e dal luogo dell’avventura, a chi ha deciso di contribuire alla spedizione. «Dal momento che la nostra è una spedizione autofinanziata – afferma Lorenzo Ratti, componente della spedizione – vorremmo che chi ha deciso di sostenerci possa avere un souvenir molto speciale da conservare a casa propria un pezzettino delle emozioni di questa grande impresa».

Grazie alle donazioni degli appassionati che sostengono l’impresa e dei componenti stessi della spedizione, sarà consegnato materiale didattico ai bambini di una scuola di un villaggio nepalese.

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