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Cronaca

Centro storico, nuovo vertice sicurezza. Dalla Maddalena il richiamo alla politica: “Da soli non si va da nessuna parte”

accoltellamento maddalena

Genova. Centro storico: lunedì in Questura si terrà l’ennesimo vertice sulla sicurezza, dopo diversi episodi violenti (aggressioni, risse e rapine) che nelle ultime settimane hanno nuovamente acceso i riflettori sui vicoli di Genova. L’ultimo martedì notte, con una rissa a colpi di cocci di bottiglia, in via Maddalena, conclusa con tre feriti e i residenti terrorizzati.

Sulla questione è intervenuto oggi anche il Silp- Cgil. “Riteniamo che la mancanza di un concreto coordinamento istituzionale – spiega il segretario Roberto Traverso – abbia determinato un dannoso sbilanciamento delle competenze sull’argomento sicurezza, attribuendo alla Questura un ruolo politico che sta condizionando gli equilibri sociali su un territorio che si sta desertificando perché abbandonato a se stesso”.

Il Silp che ha “anche sollecitato un intervento istituzionale da parte del Sindaco di Genova all’interno del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica” si augura che “questa possa essere la volta buona”.

Secondo il sindacato di polizia che aderisce alla Cgil, gli interventi prioritari riguardano anzitutto il rafforzamento immediato delle squadre di polizia giudiziaria e delle sezioni investigative: “Non si possono ottenere risultati investigativi mirati in primis alla prevenzione e, quando previsto, alla repressione dei reati nelle attuali condizioni”. In secondo luogo occorre una “diminuzione dell’impegno delle forze territoriali per esigenze di ordine pubblico: la demagogia dei pattuglioni non paga, perché offrono esclusivamente una passaggio effimero di sicurezza virtuale sul territorio, senza risultati apprezzabili”. Infine, “uno degli strumenti fondamentali per alimentare una concreta prevenzione sul territorio è il ricorso ai cosiddetti controlli amministrativi degli esercizi pubblici”.

Sull’altro fronte, il dibattito tra cittadini e residenti è più che mai attivo. Nella piazza virtuale di Facebook si leggono gli umori, a volte contrapposti, di chi quotidianamente vive il centro storico e il suo “cuore”. Gli abitanti della Maddalena, una delle aree considerate più a rischio criminalità, chiedono da un lato l’intervento delle istituzioni: “Sia chiaro che siamo obbligati ad essere ottimisti.. Ma occhio a fare in modo che si arrivi all’esasperazione. Vivere alla Maddalena… deve tornare ad essere vivere” scrivono su una delle pagine Facebook i cittadini che aderiscono all’associazione Liberi cittadini della Maddalena. Dall’altro, sono a un passo dallo sconforto.

“Non vedo speranze, siamo prigionieri delle scelte che arrivano dall’alto – scrive Emanuela – tutti i sacrifici per avere una casa hanno portato ad avere una galera invendibile. Il problema è che qui prima di continuare si devono vedere chiare volontà di prefetto, questore, sindaco… allora i cittadini possono collaborare, da soli non si va da nessuna parte, dove sono quei signori?”.

“Non è questione di difendere o attaccare nessuno – spiega ancora Roberto – Certamente le amministrazioni precedenti hanno responsabilità enormi. Quella attuale semplicemente manca di una idea di città e di una prospettiva politica di cambiamento del territorio in mancanza della quale si può temporaneamente tamponare sul fronte dell’ordine pubblico ma non cambia nulla delle ragioni sociali ed economiche che da un punto di vista storico hanno determinato questa situazione”.

AMa Associazione Abitanti Maddalena, mette in luce la “forza sociale fortissima” del quartiere. “Pensiamo che la Maddalena non sia all’anno zero come molti vorrebbero dipingerla – si legge in uno degli ultimi post – la rete e connessione sociale qui è sorprendente, quasi un quartiere cantiere modello per il resto della città dal punto di vista delle idee e delle iniziative. Ora peró è necessaria più che mai una vision, una vocazione, questo servirà a fare la differenza. Tutti insieme dobbiamo capire e agire per trasformare il quartiere da qui ai prossimi vent’anni almeno”.

“Siete un esempio per tutta la città, e credo anche a livello nazionale – risponde Emanuela – è giusto denunciare i fatti di criminalità, ma è altrettanto giusto documentare a futura memoria la trasformazione che state mettendo in atto”.

Ma il punto rimane comunque uno: “Parlo da abitante della Maddalena – scrive ancora Michele -se cmq non ci si mette anche la parte politica a voler modificare la situazione reale, vedi degrado dovuto alla prostituzione sempre più dilagante, sono sempre risultati troppo parziali”.