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Calcioscommesse, Milanetto tra sollievo e rabbia: “Arrestato davanti ai miei figli, l’assoluzione non cancella l’ingiustizia”

Genova. Omar Milanetto non commenta personalmente la sentenza della Commissione disciplinare della Fgci che poche ore fa lo ha assolto nell’ambito del processo sul calcioscommesse. Le sue parole le affida ad una nota, letta da Maurizio Mascia, il suo legale. L’ex giocatore del Genoa è soddisfatto per l’esito del processo, ma rimane la rabbia per quanto accaduto negli ultimi mesi.

“L’esito favorevole del procedimento disciplinare non cancella la gravissima ingiustizia subita quando circa un anno fa venni incarcerato alle 6 del mattino, davanti a telecamere e sotto gli occhi atterriti dei miei due figli piccoli e di mia moglie”.

“Tuttora – continua – sono incredulo al pensiero che la carcerazione sia derivata dal concorso anomalo tra l’omessa consegna di documenti decisivi al Gip del Tribunale di Cremona e lo sconcertante travisamento di fatti irrilevanti, come l’incontro all’Osteria del Coccio con alcuni tifosi. Per non dire del derby Genoa-Sampdoria dell’8 maggio 2011, per cui il Gip del Tribunale di Genova ha archiviato la notizia di reato”.

Milanetto, “che non è più tesserato e preferirebbe rinunciare al risarcimento degli ingenti danni subiti, confida che la Giustizia sportiva si asterrà dal riproporre un’accusa infamante ormai solo per la sua ingiustificata amplificazione mediatica, atteso che perfino la Commissione Disciplinare ne ha dovuto riconoscere la totale inconsistenza”.