Quantcast
Cronaca

Ucciso e gettato da viadotto sulla A7: appello Milano riduce la pena all’imputato

aula tribunale

Genova. La prima sezione della Corte d’assise d’appello di Milano ha ridotto la pena, dall’ergastolo a 30 anni di reclusione, per Vincenzo Caccamo, imputato per l’omicidio di Ahmed Jamal, il marocchino ucciso nel novembre 2008 con due colpi di pistola alla nuca e poi gettato da un viadotto dell’autostrada A7 Genova-Milano.

In primo grado i giudici della Corte d’assise di Genova, nel maggio 2010, lo avevano condannato a 26 anni mentre un anno dopo, il 26 maggio 2011 la Corte d’assise d’appello genovese gli aveva inflitto l’ergastolo. La sentenza fu annullata dalla Cassazione sul discorso della premeditazione rinviando ad altra Corte d’assise d’appello.

Le accuse a carico dell’uomo, difeso dagli avvocati Riccardo Caramello di Genova e Margherita Pantano di Chiavari, erano omicidio volontario e occultamento di cadavere. Il fratello di Caccamo, Santo, accusato di concorso nei due reati, era stato assolto per non aver commesso il fatto dall’omicidio volontario e condannato a otto mesi per l’occultamento di cadavere.

Santo Caccamo aveva accusato dell’omicidio il fratello in un memoriale ritrovato in carcere, una sorta di diario custodito sotto il materasso ma durante l’incidente probatorio aveva ritrattato tutto. La parte civile è rappresentata dall’avvocato Massimo Auditore del foro genovese che assiste il figlio del marocchino che, all’epoca dei fatti, aveva sette anni.