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Politica

Tares, delucidazioni dal Comune di Santa Margherita: perché si paga, sconti e agevolazioni

raccolta differenziata

Santa Margherita. I cittadini e gli operatori sammargheritesi sono stati raggiunti in questi giorni dalla cartella “TARES”, il nuovo tributo comunale sui rifiuti e sui servizi istituito dal decreto “Salva-Italia”.

“Purtroppo gli aumenti, in rapporto alla vecchia TARSU, sono elevati, e nonostante da dicembre l’amministrazione cerchi di fare informazione sul punto con incontri pubblici, conferenze stampa e cartellonistica – commenta l’assessore al bilancio Giovanni Battista Raggi – molti cittadini risultano ancora all’oscuro di cosa pagano e perché. Forse molti sono stati tratti in inganno dalla norma statale che ha rinviato all’ultima rata solo il pagamento della quota statale di 0,30 euro al metro quadro, ma non ha né eliminato né sospeso l’applicazione del tributo, che rimane attiva dal 1 gennaio 2013”.

A differenza della TARSU, la TARES non copre solo i servizi di raccolta RSU, ma prevede PER LEGGE una maggiorazione a copertura dei servizi indivisibili come pulizia di strade e marciapiedi. Gli stessi usi e le stesse tipologie di attività sono definiti da tabelle ministeriali.

“Sull’importo – prosegue Raggi – incidono la percentuale di raccolta non differenziata e gli oneri di 500 mila euro annui legati alla realizzazione del nuovo eco-centro di Via Dogali, voluto dalla precedente amministrazione ed inaugurato nel 2012, i cui costi sono, almeno per ora, superiori ai benefici”.

Si ricorda infine che il Comune garantisce le riduzioni ai cittadini e ai commercianti che aderiscano ad appositi programmi di raccolta differenziata e, in particolare: uno sconto del 5% per chi ha ritirato un kit di sporte colorate dove differenziare i rifiuti; del 10% per il compostaggio domestico; del 25% per le attività commerciali che stipulino una convenzione col Comune per la differenziata spinta dell’umido. Alle attività stagionali è inoltre garantita la riduzione del 30%.

“Prevedendo specifici disagi legati a questa tassa– conclude Raggi – il Comune ha abbassato l’aliquota IMU sulla prima casa al 3 per mille ed elevato la soglia di esenzione IRPEF a 40 mila euro, proprio per consentire al cittadino medio di recuperare il differenziale tra la TARES e la vecchia TARSU. Chi può certificare situazioni di disagio economico, può inoltre rivolgersi ai servizi sociali per accedere all’apposito fondo di sostegno di 50 mila euro, introdotto con l’ultimo bilancio preventivo”.