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Cronaca

Residenza San Camillo, scatta lo stato di agitazione del personale: chiesto incontro al cardinale Bagnasco

Genova. Si è svolto questa mattina a Genova, davanti alla residenza San Camillo, un presidio delle lavoratrici e dei lavoratori della struttura che, insieme a FP CGIL, FP CISL, UILTUCS UIL denunciano un progressivo deterioramento dei rapporti con l’azienda. Al centro della vertenza portata avanti dalle OO.SS: lavoro, contratti, diritti e un giusto rapporto tra tempi di lavoro e tempi di vita.

Dopo mesi di trattative infruttuose, a seguito delle quali i sindacati sono stati costretti a chiedere l’intervento della Commissione di Garanzia, il 5 luglio si è tenuto in Prefettura il tentativo di raffreddamento della controversia. In sede di contrattazione le OO.SS. hanno più volte “teso la mano” all’impresa per trovare soluzioni “equilibrate e sostenibili”. Purtroppo la riunione in Prefettura non ha dato esito positivo e di problemi dei lavoratori sono rimasti una ferita aperta.

In questa fase della vertenza le OO.SS hanno chiesto un incontro a Monsignor Angelo Bagnasco per discutere della difficile trattativa che vede come protagonisti, in negativo, le lavoratrici e i lavoratori del San Camillo che quotidianamente si occupano di degenti e ospiti con coscienza e abnegazione.

Le OO.SS. denunciano la mancanza del pagamento degli scatti di anzianità per un importante numero di lavoratori, il mancato riconoscimento degli aumenti contrattuali dati dal recente rinnovo del CCNL UNEBA, attualmente non applicato nella struttura, il mancato pagamento delle maggiorazioni previste dal CCNL a fronte di straordinario, supplementare, disponibilità, reperibilità, ecc… Si rende necessaria una verifica e un adeguamento dell’organizzazione del lavoro con particolare riferimento ai turni e una disamina “seria” sul numero di addetti che deve garantire un adeguata copertura quotidiana dei turni.

In sede di trattativa l’azienda non ha saputo far di meglio che presentarsi con una “unica” proposta assolutamente irricevibile, ovvero: “barattare” il salario di alcuni dipendenti che hanno un superminimo (figlio della scelta Aziendale di cambiare il contratto nazionale di lavoro) con il riconoscimenti degli aumenti contrattuali derivanti dal rinnovo mentre su tutte le altre tematiche nessuna disponibilità e risposta è stata data.

FP CGIL FP CISL UILTUCS UIL, a fronte della indisponibilità dell’azienda a trovare soluzioni, dichiarano lo stato di agitazione a far data da lunedì 8 Luglio 2013, il personale non sarà tenuto ad effettuare ore supplementari/straordinario oltre le 38 ore settimanali e ad aderire all’istituto della reperibilità e\o della disponibilità. Nel frattempo i lavoratori e le OO.SS restano in attesa di un incontro con l’Assessore Montaldo e il Cardinale Bagnasco che sempre ha dimostrato alla platea dei lavoratori grande sensibilità nei confronti dei temi sociali e delle problematiche legate all’occupazione.