Quantcast
Economia

Regione Liguria, Confartigianato: “Bene lo sblocco dei pagamenti alle aziende, ora necessari interventi sulle partecipate”

giancarlo grasso - confartigianato

Liguria. “Lo sblocco dei debiti della Pubblica Amministrazione porterà una sicura boccata d’ossigeno alle aziende liguri che, fino a oggi, in media aspettano circa 170 giorni per vedere onorato un proprio credito verso gli enti pubblici, in particolare nel settore sanitario”. Così interviene Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria, sull’assestamento di bilancio approvato in settimana in Regione.

Positivo, quindi, il giudizio di Confartigianato sull’ok incassato in consiglio regionale dai due disegni di legge per ottenere dal governo le anticipazioni dei fondi del decreto “paga aziende” per un totale di circa 100 milioni di euro per imprese che operano nella sanità e non solo.

“Ma non basta – incalza Grasso – occorrono interventi strutturali, per esempio sulla gestione della macchina pubblica e delle società partecipate, che rappresentano il 9,5% della spesa consolidata sul Pil regionale, circa il doppio rispetto al 4,6 % della media italiana. Un esempio del peso delle “controllate” sulle casse regionali: la quota di addetti nelle principali società partecipate direttamente dalla Regione è di 439 unità per un costo complessivo di 24,3 milioni di euro all’anno. Riorganizzarle e valutare l’effettiva necessità della partecipazione pubblica nelle società regionali, ma anche in quelle comunali, potrebbe da una parte aiutare le amministrazioni a rimettere in sesto i propri bilanci senza aumentare le tasse e dall’altra ad aprire nuovi potenziali mercati
alle imprese liguri senza il “pesante” ruolo che esercitano le società partecipate, agendo al riparo dalla concorrenza”.

Secondo l’analisi territoriale redatta dall’Osservatorio regionale dell’artigianato, il decreto 35/2013 “sblocca-debiti” scongelerà, tra il 2013 e il 2014, nelle casse degli enti pubblici liguri 184 milioni di euro (1,4% del totale) così ripartiti: 70 dai Comuni e 11 dalle Province con disponibilità di cassa, grazie al bonus sul Patto di Stabilità; 17 dalla Regione come anticipazioni del ministero dell’Economia e delle Finanze per debiti non sanitari; 82 dalle Asl e ulteriori 5 milioni dai Comuni privi di liquidità come anticipazioni dalla cassa depositi e prestiti.