Quantcast

Pallanuoto, Alessia Millo e Alessandro Di Somma raccontano la loro Universiade

Millo Capanna

Bogliasco. Rari Nantes Bogliasco rappresentata alle Universiadi di Kazan, Alessia Millo ed Alessandro Di Somma. Si raccontano. Comincia la medaglia di bronzo.  Alessia Millo è raggiante, la sua gioia arriva attraverso una telefonata perché è di nuovo ad Ostia, dove in compagnia di Giulia Viacava, prova a staccare un biglietto per la Grecia, dove intorno alla metà di agosto ci saranno i Mondiali categoria 93. Intanto però accarezza la medaglia di bronzo vinta alle Universiadi.

Alessia, che gioia:-“E’ stata un’esperienza bellissima, sotto tutti i punti vista. L’organizzazione, la pallanuoto con il risultato, l’amicizia stretta con atleti di altri sport come calcio e hockey che in alcuni casi hanno conosciuto per la prima volta la pallanuoto e si sono appassionati: loro venivano a tifare in piscina, noi ricambiavamo nei loro impianti. E poi il nostro gruppo, straordinario”.

Come si è formato:-“Abbiamo fatto un  collegiale non molto lungo, poi siamo partite: ognuna di noi, a cominciare da Marco Capanna che ho avuto modo di conoscere meglio e per il quale ho grandissima stima, hanno messo il giusto impegno e la passione, quello che ci vuole”.

Raccontaci le partite:-“Abbiamo rotto il giaccio con il Canada, perso di uno a 20 secondi dalla fine. Ci è servito, ci siamo svegliate. La vittoria contro il Giappone,  poi la Russia, che ha schierato lo squadrone che sta giocando i Mondiali a Barcellona, l’Italia unica squadra che ha tenuto testa.  Ai quarti l’Australia, abbiamo dominato, di nuovo la Russia ed è andata come sappiamo e che poi ha vinto il titolo. Noli la Finale per il bronzo contro il Canada: il nostro riscatto. Una partita che aspettavamo da tanto, praticamente dal primo giorno. La vuoi giocare per poi dire, ecco siamo più forti noi,  ciao”.

E’ stato bello lo scambio anche con la squadra maschile:-“Si sostegno reciproco”.

Ed ora la dedica:-“Alla mia famiglia e a tutte le persone che mi hanno aiutato per essere arrivata fino a qui: a chi mi ha allenato e sostenuto, ma questa medaglia è anche un po’ dei miei genitori”.

Sei stanca:-“Un po’ ma sono carica, spero di essere confermata. Con questo ulteriore obiettivo  faccio finta di non sentirla, anzi mi dà la carica”.

E le vacanze:-“Non ci penso proprio”.

Alessandro Di Somma, per la prima volta su un palcoscenico internazionale, un quarto posto che non è proprio una medaglia ma comunque una grande gioia.

Ale come è andata:-“Un’esperienza fantastica, a cominciare dall’organizzazione, sono esaltato, sento che mi è servita parecchio. Ho respirato il contatto tra le culture, ed il rispetto”.

Raccontala:-“E’ il massimo a cui un atleta può aspirare, vivi in un villaggio che non ha nulla da invidiare a quello Olimpico, respiri sport, entusiasmo, l’importanza dell’evento”.

Come imprenditore:-“Non mi sono mosso come avrei dovuto, ho pensato solo ad allenarmi, a giocare, a dare il massimo dentro e fuori l’acqua, ho visto che ci sono grandi margini, lavorerò per arrivarci”.

Le partite:-“Ad Ostia abbiamo passato giornate intere a prepararci, Maurizio Mirarchi lo aveva detto, ci avrebbe spaccato la schiena. Un girone stupendo a cominciare dalla partita contro la Serbia, poi incontrata nuovamente e non è andata come avrebbe dovuto, ma erano una squadra con alcuni che hanno vinto la Champion altri la Len. Poi abbiamo sbagliato con il Montenegro ma era ininfluente, chiuso al primo posto. Ai quarti l’Australia, evitando il Giappone che è una squadra anticipaticissima, il capocannoniere del Torneo è Takei Coghi , dietro di lui c’è mezza Europa, penso che andrà in Ungheria. Abbiamo giocato in questa fase senza il nostro capitano Luongo, infortunato, sette punti di sutura e squalificato per due giornate: vinto contro l’Australia, appunto, e in semifinale abbiamo lasciato il passo a chi poi ha vinto le Universiadi. Nella finale per il bronzo, una grande rimonta, ci credevamo, la Serbia è forte ed è andata così”.

C’erano le ragazze, e con loro Alessia Millo:-“Siamo stati insieme, loro sono state bravissime, la loro finale entusiasmante, atlete: umili, unite, brave. Era bello vedere che Marco Capanna voleva lasciare qualcosa alle sue ragazze. Ad Alessia faccio i complimenti, mi piace molto come gioca”.

Alla vigilia della partenza l’ultimo esame, al ritorno la laurea:-“Sono tornato il 18 ed il giorno dopo ho discusso la tesi per concludere il corso di studi per la Laurea Magistrale in Management, insieme al mio socio di studi di sempre Lorenzo Brichetto, percorso concluso anche con il massimo della valutazione, 110 e lode”.

La dedica, di laurea e Universiadi:-“Tante persone. Comincio con Gianni Fossati, sta lavorando tanto e mi è stato vicino, il presidente Claudio Gavazzi, ha sempre creduto in me e mi ha fatto sentire una persona importante, Roberto Mannai che mi ha scelto. Ma la vita è strana, per me è stato un anno particolare: dal punto di vista personale il massimo, la laurea ed il riconoscimento sportivo, ma quest’anno ho perso mio nonno, il papà del mio miglior amico ed il papà di Tommy Negri. Rivolgo il mio pensiero a loro, per me sono stati molto importanti”.