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Cronaca

Omicidio di Brignole, chiesto il giudizio immediato per i due romeni che uccisero Nanà: sono accusati di omicidio volontario aggravato dai futili motivi

bruco brignole

Genova. Il pubblico ministero Sabrina Monteverde ha chiesto il giudizio immediato per omicidio volontario aggravato dai futili motivi per Ionut Neacsu e Jordan Filipov, romeni rispettivamente di 30 e 34 anni, che la notte del 2 febbraio di quest’anno uccisero a sprangate Aulad Ahmad Si Tahir Abdel’Latif, marocchino 47enne meglio conosciuto come Nanà, nei giardini di Brignole, non lontano dal bar Corner, all’angolo di via Cadorna.

Una lite scoppiata pare per futili motivi. Nanà aveva in tasca qualche grammo di cocaina ma, secondo gli inquirenti, non è l’eventuale spaccio la ragione del barbaro omicidio. Certo è che il movente sembra ancora essere il tassello che manca, ma i due operai romeni, difesi dagli avvocati Roberto Olivieri e Luca Rinaldi, si sono sempre avvalsi della facoltà di non rispondere di fronte al magistrato, anche se al momento dell’arresto avevano detto di aver colpito il marocchino per legittima difesa.

I due erano stati arrestati dai carabinieri pochi minuti dopo il fatto, uno di loro aveva ancora la spranga insanguinata in mano. Ma la corsa all’ospedale Galliera per Nanà era stata vana: troppo gravi le ferite riportate, che avevano reso il volto dell’uomo del tutto irriconoscibile.

Secondo la ricostruzione effettuata fatta gli investigatori la vittima e un amico erano con i due romeni nel bar quando avevano cominciato a litigare. La rissa che ne era scaturita era stata tale che il gestore aveva deciso di chiudere e di mandare via tutti gli avventori. Sul punto la procura ha ascoltato diversi testimoni, tra cui il gestore del bar e diversi avventori che, nonostante l’ora tarda (l’omicidio è avvenuto intorno alle 3 di notte) avrebbero assistito al diverbio.

Nei giardini il litigio sarebbe degenerato fino al tragico epilogo. I due romeni sono tutt’ora rinchiusi nel carcere di Marassi.

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