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Cronaca

Omicidio alla Culmv, assolto Matteo Biggi: quando uccise il suo omonimo “era incapace di intendere e di volere”

matteo biggi (l'assassinato)

Genova. Il gup Marina Orsini ha assolto questa mattina per vizio di mente Matteo Biggi, il portuale trentenne che il 12 novembre scorso ha ucciso con una coltellata il suo collega, omonimo e coetaneo. Il pm ha chiesto però che l’uomo passi almeno cinque anni in una struttura psichiatrica.

L’assoluzione era stata chiesta dallo stesso pubblico ministero Luca Scorza Azzarà. Una perizia, eseguita dal professore Gianluigi Rocco su incarico del gip Silvia Carpanini, aveva dichiarato Matteo Biggi totalmente incapace di intendere e di volere al momento del fatto e in preda a un delirio paranoide. Al risultato della perizia si è associato anche il dottor Gabriele Rocca, consulente degli avvocati Silvio e Rinaldo Romanelli, difensori di Biggi. I dottori Pietro Ciliberti e Francesca Canale, consulenti delle persone offese, non hanno contestato le conclusioni raggiunte dal perito d’ufficio.

Matteo Biggi è detenuto nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino. Secondo quanto era emerso durante gli esami cui è stato sottoposto dai periti il giovane, che conosceva superficialmente il suo omonimo e non avrebbe avuto alcun problema o screzio con la vittima, era afflitto da un delirio persecutorio che lo aveva portato ad asserire che il mondo stava per finire, che qualcuno lo spiava e che lui e i suoi familiari erano in pericolo di vita.