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Cronaca

“Mi hanno rubato il prete”, al Carmine la prima festa senza Don Gallo: “Andrea è ancora con noi”

Genova. Ricominciare da dove tutto è iniziato, al Carmine, ciclo di vita del “Gallo”. Era il 1967 quando Don Gallo arrivò nel quartiere, da cui tre anni dopo, il 2 luglio, la Curia lo allontanò causando una vera e propria rivolta popolare. “Senza quello sradicamento il mio cammino sarebbe stato diverso”, ripeteva sempre il Gallo.

Ed era di nuovo al Carmine, quel sabato mattina di oltre un mese fa, quando la città lo salutò per l’ultima volta il giorno del suo funerale. “Doveva un po’ tutto a quei due giorni, quando il quartiere si sollevò – ricorda Domenico Megu Chionetti, portavoce della Comunità di San Benedetto – Al Carmine ci siamo tornati il 25 maggio e oggi è un nuovo punto di partenza, in questo mese di luglio dedicato a lui”. Il 18 luglio, infatti, il giorno del suo compleanno, la festa sarà al Cep.

Oggi, per il settimo anno consecutivo, l’appuntamento è di nuovo al Carmine con “Mi Hanno rubato il prete”, ma per la prima volta senza Don Gallo. “E’ la prima festa senza Andrea – continua Chionetti – ma il regalo più grosso che ci ha lasciato, e lo abbiamo toccato con mano in questo mese e mezzo, sono le relazioni, i rapporti, le persone che ci sono stati sempre vicino”.

La Comunità va avanti, anche se, naturalmente, nulla sarà come prima. “Stiamo cercando di portare avanti i nostri progetti, ma dovremmo noi, in prima persona, avere la capacità di coinvolgere e attirare l’attenzione intorno a quello che facciamo”.

“MI hanno rubato il prete”, dalla risposta che, all’epoca, un bambino diede ad un vigile che chiedeva perché stesse piangendo, nasce nel 2007. “Ho appreso per caso dei fatti del 1970 – racconta l’ideatore, Stefano Bruzzone –  Don Gallo mi fece vedere le fotografie della mobilitazione del quartiere, così mi recai al Carmine e chiesi al parroco di allora un incontro con tutti i preti dal 1970. Lui non se la sentì e da lì è nata l’idea della manifestazione”.

Sette anni dopo, il sottotitolo “l’assenza” chiarisce la particolarità di questa edizione, la prima senza il prete di strada. “Andrea manca a tutto il paese, manca al mondo, alla città e a questo quartiere dove lui ha iniziato il suo percorso – sottolinea Bruzzone – sarà straniante essere in questa piazza dove per sei volte è stato il motore. Ma senza retorica, lui c’è. Lascia questa mole di parole, fatti, accoglienza, anche se il corpo è andato via”.

“Mi hanno rubato il prete” è una festa, ma anche un murales, un vessillo da scoprire e poi lo speaker corner, un angolo dove, chi vorrà, potrà raccontare una testimonianza su Don Gallo. E poi la musica.