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Politica

Legge sottotetti: l’assessore Cascino interviene sul caso di Villanova d’Albenga

Regione. Il consigliere regionale Marco Melgrati ha presentato un’interrogazione sul caso dei sottotetti di Villanova d’Albenga, al centro dell’inchiesta giudiziaria che ha portato al sequestro di 44 abitazioni. Ha risposto in aula l’assessore all’urbanistica Gabriele Cascino. Di fatto la linea della Regione “scarica” il Comune villanovese.

“Come hanno confermato gli uffici e come è facile vedere, l’articolo 10 del PRG non può essere interpretato come ha fatto il Comune di Villanova d’Albenga. Ovviamente c’è un dato temporale inequivocabile: possibilità di utilizzare i sottotetti a fini abitativi sino al 2001, come da PRG del 2003. E’ evidente che in quel caso c’è un’incongruenza” spiega l’assessore Cascino.

Per ora pare che i proprietari delle case abitate possano dormire sonni tranquilli. Un po’ meno chi ha l’abitazione ancora in cantiere. “La magistratura farà il suo corso. Quanto al Comune di Villanova, occorre mettere mano al Piano Regolatore per fare varianti e mettere nuovi indici a disposizione dei proprietari e rendere, così, i loro volumi legali. Non c’è ora rischio di esproprio o demolizione. C’è un procedimento penale e un percorso con tre gradi di giudizio, quindi c’è tutto il tempo per trovare una soluzione alla vicenda” conclude Cascino.

Melgrati, capogruppo del Pdl, incalza sulla vicenda: “Oggi l’assessore ha acclarato una mia convinzione. Le concessioni rilasciate dal Comune di Villanova sono assolutamente fuori legge, perché approfittano di una legge che dava un limite temporale al 2001 ma con un Piano Regolatore approvato nel 2003. Come si può pensare che una legge, con scadenza al 2001, valga nel 2003? L’assessore ha detto che l’unico sistema è recuperare gli indici”.

“Qualcuno ha raccontato balle, che oggi sono saltate fuori in modo chiaro – afferma Melgrati – Ci sono persone che continuano a minimizzare questo problema con 350 famiglie che di fatto sono a rischio fratto o sequestro di alloggi che sono abusivi, ancorché con un titolo rilasciato dal Comune di Villanova”.

Intanto i titolari dell’azienda Rivalmare, proprietaria del primo complesso sequestrato dalla Procura per mezzo della Forestale, hanno presentato una richiesta di risarcimento milionaria nei confronti dell’amministrazione comunale. Chiedono all’ente comunale due milioni e quattrocentomila euro per i danni causati dalla norma del Piano finita nell’occhio del ciclone.

Dopo il caso di Villanova, la Regione ha adeguato la legge che consente il recupero edilizio dei sottotetti. La nuova legge punta a correggere le impostazioni di quella attuale che consente infatti il recupero abitativo dei sottotetti di edifici esistenti, senza stabilire limiti dimensionali e incrementi di volumetrie che in diversi casi vanno oltre la ristrutturazione e si configurano come vere proprie nuove costruzioni.

Il ddl fissa invece precisi limiti di incremento della sagoma di copertura delle costruzioni: non più di 50 centimetri per la “linea di colmo” e per quella della “gronda”, limiti che rientrano nelle norme statali e regionali della ristrutturazione edilizia.

La nuova normativa potrà essere applicata ai fabbricati che già dispongono di sottotetti in grado di diventare abitazioni senza danni paesaggistici. Sempre nel ddl approvato dalla giunta regionale si dà ai Comuni la possibilità di disciplinare con gli strumenti urbanistici, gli interventi di recupero dei sottotetti esistenti realizzati dopo l’entrata in vigore della legge del 2001.