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Lavoratori amianto: per i già licenziati soluzione nel “decreto del fare”

Genova. Ieri, a tarda sera, le commissioni I e V della Camera hanno approvato e inserito nella legge di conversione del “decreto del fare” la soluzione per i lavoratori esposti all’amianto che avevano viste revocate le certificazioni e che sono senza lavoro: per loro saranno fatte salve le certificazioni a suo tempo ricevute dall’Inail ed avranno riconosciuto il diritto ad accedere alla pensione con i benefici previsti. Lo rendono noto i parlamentari Anna Giacobbe, Roberta Pinotti, Mario Tullo (Pd), Sandro Biasotti (Pdl), Roberta Oliaro (Scelta Civica).

“La situazione di queste persone era particolarmente difficile, senza pensione e senza stipendio da più di un anno, in qualche caso da più di due – scrivono – Ma questo risultato ha un valore che va oltre, se sapremo, come vogliamo fare, continuare il nostro lavoro per salvaguardare anche coloro che sono ancora in azienda, molti di loro, tra l’altro, in situazioni difficili, già in cassa integrazione. Oggi non è stato possibile, perché non erano disponibili le coperture finanziarie. Ma abbiamo affermato un principio: che le certificazioni possono essere riconosciute come valide, e revocate solo nel momento in cui la magistratura accerti comportamenti dolosi. L’ingiustizia insopportabile cui sono stati soggetti questi lavoratori è che la cancellazione di quei documenti che certificavano la loro esposizione all’amianto erano state revocate in massa, a prescindere dall’accertamento da parte dei magistrati della loro illegittimità. E’ un risultato che non sarebbe stato possibile senza la determinazione delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori delle aziende coinvolte”.