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Il presidente Burlando termina il suo tour di 40 mesi nei 235 Comuni della Liguria

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Liguria. Ci sono voluti 40 mesi, ma alla fine di luglio Claudio Burlando, presidente della Regione Liguria, concluderà il suo giro di visite in tutti i Comuni della Liguria che sono 235. Da Genova, il più grande, fino alla Rondanina, che con i suoi 65 abitanti è il più piccolo, li ha voluti visitare tutti perché è convinto che ”in un momento in cui la politica è indebolita il rapporto diretto è diventato un elemento simbolico di un modo diverso di farla”.

Accorciare le distanze, saper ascoltare tutti, cercare di capire quali sono ”le esigenze più vere, i problemi più importanti”, perché ”con questa crisi e con questa carenza di risorse devi essere selettivo nelle scelte”, ti fanno capire alla fine come possa essere diversa la politica ‘applicata’ ai problemi concreti.

In molti di questi comuni la Regione ha portato la banda larga, ha realizzato opere infrastrutturali e per ognuna di queste cose Burlando ha scritto un tweet, come una specie di lemma in itinere. Perché importante è non dimenticare cosa si fa per poter continuare a fare.

L’incontro con i cittadini, con gli anziani, con i sindaci locali che dopo la giunta, insieme a consiglieri e assessori, ”danno il bianco alle pareti”, comuni piccoli come Airole (500 abitanti) dove ”in qualche modo la vita è ordinata e poco esposta alla crisi economica, dove ciascuno ha una piccola attività agricola, dove c’è meno bisogno di sociale” perché in questi luoghi la parola comunità è una parola vera.

Uno dopo l’altro, Burlando ha rinnovato ricordi personali e immagini, pezzi di storia, affreschi di grande bellezza come il piccolo paese delle streghe Triora, e Badalucco con i suoi ponti medioevali o Fascia che oggi ha 100 abitanti e nel 1973 ebbe per sindaco il padre costituente Paolo Emilio Taviani, e Stella dove
è nato Sandro Pertini.

Pertini. E come lui anche Burlando gioca a scopone scientifico, un gioco che è metafora dell’anima della politica: rigore, concentrazione, regole, memoria, poche parole e quasi mai fortuna ”e è inutile far casino”. In ogni paese la visita di Burlando è finita cosi, a giocare a scopone e qualche volta a biliardino con i ragazzini.

Il presidente ricorda Bruno, 85 anni, ”che quando ci sono viene apposta a Ronco Scrivia” per farsi la partita. Un viaggio lungo 40 mesi in una regione che e’ carattere difficile e aspro e che proprio in virtu’ di questo affronta da sola i problemi che ha. Un viaggio, ha detto Burlando, ”che è stato anche un viaggio nella bellezza”.