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Lettere al direttore

“Grandi opere, Doria scelga da che parte stare”. Lettera aperta di Gian Luca Fois (Pdl)

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I prossimi mesi ci diranno a che punto siamo con le Grandi Opere a Genova ed in Liguria. Il protagonista di ogni trama sarà il Sindaco di Genova Marco Doria, sotto il punto di vista passivo e per quello propositivo.

Passivo, perché potrebbe essere in grado di attivare dei meccanismi istituzionali tali da rallentare qualunque percorso burocrativo e perché no anche politico gestendo l’esistente senza plateali opposizioni. Attivo, perché potrebbe farsi lui promotore di un’azione politica sul territorio contro la Gronda. Certo non bisogna fare un processo alle intenzioni.Però se il buon di si vede dal mattino…

Se qualcuno pensa che le Grandi Opere oggi in Italia si facciano “solo” con le leggi si sbaglia di grosso. L’unica cosa che conta è il parere politico della maggioranza della gente, a prescindereda tutto e da tutti.Il tempo ci dirà di cosa ha bisogno la nostra città secondo le volontà politiche della maggioranza delle persone e non farci incantare dalle Minoranze Maggioritarie (Sel,Lista Doria e M5s).

Probabilmente la Genova dei prossimi mesi sarà diversa da quella attuale con un Partito Democratico che sarà inevitabilmente chiamato alle proprie responsabilità da che parte stare, con Doria e cioè attaccato come una cozza allo scoglio del passato oppure schiodarsi e guardare avanti magari con nuovi compagni di viaggio.

Per altro, sono anche certo che solo una “prova muscolare” possa determinare uno scatto in avanti verso una gestione delle Grandi Opere diversa da quella attuale. Per battere le Minoranze Maggioritarie ci vuole una prova di forza nella quale una maggioranza schiacciante di cittadini genovesi dice a tutto il mondo che Genova vuole le infrastrutture.Terzo Valico,Gronda,Puc, Stadi cittadini e rivisitazione e potenziamento del Porto sono i grandi temi di lungo periodo che non sarà facile risolvere.

Ad oggi Genova è una città bloccata. Con un Sindaco che risulta essere un Super Conservatore con tendenza al fraseggio filosofico più che pratico. Visione prospettica zero. Capacità di creare lavoro sempre zero. Progettualità legata alle infrastrutture poca o nulla se paragonata ad altre città italiane e straniere. Ed infine, perdita di tempo massima. Bene, con queste caratteristiche Genova vorrebbe battere la crisi e riproporsi ad alti livelli per qualità della vita e per capacità di creare lavoro?

Gian Luca Fois (PDL)