Quantcast
Cronaca

Giustizia sempre più lenta: tre anni per ottenere una sentenza. Le imprese liguri lanciano l’allarme

tribunale

Liguria. Tra i 1.035 nei Tribunali ordinari e i 1.106 giorni nelle Corti di Appello per avere una sentenza. Tanto deve aspettare in media, a Genova, un imprenditore che si affida alla giustizia per ottenere il dovuto da un debitore. È quanto emerge dall’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato da cui l’Italia risulta un “cattivo contesto” per fare impresa anche per la posizione del nostro Paese nella classifica internazionale dei tempi necessari per la risoluzione di dispute commerciali, in cui ci piazziamo al 160° posto.

“Le lungaggini della giustizia – spiega Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – concorrono ad avvilire ulteriormente il quadro finanziario, già precario, delle nostre imprese che oltre a dover fare i conti ogni giorno con gli eccessi della burocrazia, spesso si scontrano con le farraginosità della macchina giudiziaria. In media, un imprenditore che debba rivolgersi a un tribunale ligure per veder onorato il proprio contratto può dover aspettare 3 anni per ricevere il dovuto. Un tempo più che sufficiente, soprattutto con la crisi attuale, a far chiudere i battenti a un’impresa creditrice”.

Analizzando la durata complessiva dei procedimenti civili, si arriva a una media, in Liguria, di oltre 5 anni (2.155 giorni): 966 giorni è la durata media di un procedimento civile in primo grado a cui si aggiungono i 1.189 del secondo. La durata complessiva di un contenzioso tributario può variare dai 1.220 giorni ai 1.837. Il malfunzionamento della giustizia ha molti effetti negativi sul comportamento delle aziende, soprattutto quelle di minori dimensioni che devono rivolgersi giocoforza a consulenze legali esterne – con pesanti aggravi di costi – se decidono di far valere le
proprie ragioni davanti a un giudice.

“In primo luogo – osserva Grasso – la giustizia lenta riduce il grado di tutela dei contratti e quindi disincentiva le relazioni contrattuali, soprattutto quelle ex novo, i rapporti con fornitori e prestatori di servizi. In particolare, una giustizia inefficiente può determinare la rinuncia ad ampliare le relazioni commerciali e di fornitura, soprattutto con imprese di altri paesi terrorizzate dai nostri tempi lentissimi”.

Tra le altre ricadute negative di una giustizia mal funzionante anche: il peggioramento delle condizioni di finanziamento, conseguenza della necessità di fare fronte ai rischi maggiori del creditore poco tutelato o di richieste di pagamenti anticipati; la scarsa propensione alle assunzioni dovuta ai costi e all’incertezza connessi alla risoluzione delle controversie relative ai rapporti di lavoro.

“A un quadro così desolante – conclude Grasso – non vorremmo che la chiusura di Tribunali “periferici” come quelli di Sanremo, Chiavari e Albenga aggiungesse un ulteriore aggravio dei costi a carico delle imprese, specie quelle dell’entroterra costrette a spostarsi di molti chilometri, e un allungamento dei tempi processuali, già oggi quasi biblici”.