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Genoa, le parole d’ordine di Liverani: “Organizzazione e costruzione del gioco”

Genova. Sarà forse ancora quella straordinaria imitazione che Maurizio Crozza faceva di Serse Cosmi e di quel refrain: “Liveraniiiii, ti spezzo la gamba!”. Sarà per quello, che capita spesso di associare il nome del neo tecnico rossoblù al gioco coriaceo, con livello di agonismo sempre alto. Invece.

Invece Fabio Liverani è sempre stato giocatore di alta classe, un giocatore meditativo, a dirla tutta. Uno che anche Andrea Pirlo si fermava ad ammirare. Così, la calma di questo uomo ormai diventato allenatore di una delle squadre più importanti e prestigiose della Serie A, si manifesta anche nella conferenza stampa che precede la sgambata di oggi pomeriggio alle 17. Liverani affronta così i microfoni della sua prima conferenza stampa in rossoblù.

“Equilibrio e organizzazione, sono indispensabili in Serie A. Certo, ma io voglio avere una squadra che sappia costruire”. Equilibrio, organizzazione e costruzione, queste le prime parole d’ordine.”. Una squadra e un mercato ancora in fermento, ma anche questo non lo preoccupata. “La squadra è stata costruita con Delli Carri, il presidente e il mio apporto. Io non so cosa sia successo prima, la mia fortuna è stata quella di trovarsm in un momento storico particolare del Genoa, il presidente dal primo giorno fino a oggi si è confrontato spesso con me, sia sulle questioni tecniche sia sulle questioni umane. Per una squadra che deve fare un campionato come il Genoa, le qualità umane sia fondamentali, come quelle tecniche”.

Poi spende qualche parola sull’acquisto forse più importante, quello di Lodi: “Sono contento di avere Lodi, certo, ma anche Matuzalem che è un giocaotore che ha fatto la Champions. Certo Lodi, negli ultimi anni, è stato solo inferiore a Pirlo”. E così ritorna il nome del centrocampista che sta rendendo grande la Juventus di Antonio Conte.

Quale modulo predilige perà il neo-tecnico rossoblù. “4-3-2-1 è la base di partenza. Non ho un chiodo fisso per i tre attaccanti, che posso utilizzare solo a seconda dello stato di forma. Utilizzando i due esterni, piuttosto che due punte centrali”. Le due punte centrali, il pensiero corre dunque a Gilardino e Borriello. Le parole più importanti in questo caso sono quelle di Delli Carri: “La differenza tra i due è che il primo è un nostro giocatore, metre Borriello non lo è”.
Liverani ha poi parlato con molta franchezza anche della questione Rossi, il capitano. “Rispetto la sua storia, sta a lui decidere se vuole restare o meno, se vuole continuare o meno. Io, se stesse bene, non avrei avuto dubbi sul tenerlo con noi”.

Spende infine belle parole su Murgita il suo secondo, dimostrando tutta la sua umiltà: “Murgita ha dimostrato professionalità sempre, e anche con Di Carlo che è un allenatore molto più affermato di me”.