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Expo 2015, Piredda (Idv): “Tempi certi per le imprese”

maruska piredda idv

Liguria. “Ora che la macchina organizzativa si sta avviando e si stanno definendo ruoli e competenze per affrontare al meglio Expo 2015, ritengo necessario tenere alta l’attenzione per definire tempi certi sul programma di realizzazione di tutte quelle iniziative sinergiche, tra regioni confinanti, affinché si sfrutti al massimo questa impedibile occasione di promozione e sviluppo per la Liguria e per le imprese del territorio”.

Così interviene Maruska Piredda, capogruppo di Italia dei Valori in Regione Liguria, che domani in consiglio presenterà la seconda interrogazione sul tema dell’Expo per chiedere chiarimenti in merito alla tempistica prevista per l’avvio delle diverse iniziative in programma.

La capogruppo IdV è stata tra i primi consiglieri a richiamare l’attenzione della giunta sull’esposizione universale, presentando la precedente interrogazione in aprile. “Era importante iniziare a smuovere le acque su un tema di assoluta importanza, visti i margini delle ricadute previste anche sulla Liguria – commenta Piredda – Di sicuro la macchina organizzativa, tra intoppi nella politica nazionale e tagli della spending review, ha subito un’empasse comunque recuperabile, stando a quello che riferiscono i principali attori di questa manifestazione”.

“Data la portata dell’evento che, si stima, richiamerà quasi 30 milioni di visitatori da tutto il mondo con una media giornaliera di 160 mila persone e 7 mila eventi collaterali, è indispensabile che la Liguria non si faccia cogliere impreparata. Genova è candidata a essere la “porta dell’Expo”. A circa 660 giorni dal taglio del nastro, le imprese liguri, specie quelle del settore ricettivo, hanno assoluta necessità di conoscere i tempi certi per adeguarsi e arrivare preparate a un evento che potrebbe lanciare definitivamente l’immagine turistica e culturale della regione, in maniera forse ancora più amplificata rispetto alle Colombiane del 1992 e di Genova Capitale della Cultura del 2004”.

“Occorre comunque riflettere su quella che è la realtà del tessuto imprenditoriale della Liguria, composto al 98% da microimprese sotto i dieci dipendenti. La loro dimensione spesso è risultata la propria vera forza, in quanto più facilmente sono riuscite ad adattarsi ai cambiamenti repentini dell’economia. Tuttavia, dobbiamo tener presente lo stato di crisi profonda in cui, da orami cinque anni, le aziende locali si trovano a dover combattere ogni giorno per sventare la chiusura. In questo contesto, prima di fare qualsiasi tipo di investimento, le imprese – e penso soprattutto quelle del settore alimentare, del florovivaismo, dell’artigianato locale, del comparto turistico e commerciale in generale – hanno l’impellente necessità di avere certezze sui tempi di realizzazione dei progetti legati a Expo perché oggi non possono più permettersi salti nel buio”, conclude.