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Ex Ospedale di Quarto, Legambiente contro Tursi: “Basta con il cemento”

Genova. Legambiente insorge contro la delibera, approvata ieri in consiglio comunale a Genova, “di assenso alla promozione dell’accordo di programma tra Comune, Asl 3 e Arte e all’approvazione dell’inerente Variante Urbanistica al vigente Puc 2011”.

Il documento, che concerne la riqualificazione urbana dell’area ex ospedale psichiatrico di Quarto, nel Municipio Levante, è stato approvato con 33 sì e 6 astenuti (Bruno, M5S). Concessa anche l’immediata eseguibilità.

“In un momento storico in cui milioni di persone si stanno battendo, in alcuni casi perdendo la vita, per la difesa dell’ambiente e del verde pubblico, noi ci troviamo con una giunta sedicente di centrosinistra, un partito che si auto definisce democratico, una associazione-partito (già listaDoria ) che si richiama ai beni comuni, i quali propongono e votano senza alcun dubbio, impunemente, una delibera che riguarda l’Ambito Speciale di Riqualificazione Urbana, comprendente il compendio ottocentesco (settore1 destinato a funzioni private e 2 a quelle pubbliche), la palazzina Asl e parte del parco urbano (settore3 destinato ad edifici privati di nuovo impianto) e il parco urbano (settore 4)”, spiegano Andrea Agostini e Giovanni Spalla, Circolo Nuova Ecologia Legambiente Genova.
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E’ nella parte del parco urbano del settore 3, zona a sud ovest del compendio ottocentesco, dove avviene per Legambiente il “misfatto”. “In essa si permetterà la costruzione di residenze, alberghi e parcheggi, proprio in un’area già destinata dallo stesso Puc 2011 a parco urbano – proseguono – Sono la destinazione e le quantità previste su tale zona, che noi contestiamo con forza e indignazione”.

“Anche in questo caso – precisa Legambiente – la burocrazia urbanistica si è messa al servizio della svendita del patrimonio culturale e naturale allo scopo di ripianare il bilancio regionale (Asl) in perdita per la bellezza di 27 milioni di euro, attraverso una gestione irresponsabile e deficitaria della cosa pubblica. Dove recuperano gli strateghi regionali tale ammanco? Svendendo un terzo del compendio ottocentesco, tutte e tre le palazzine e tutto il compendio novecentesco (che già nel 2008, era passato a proprietà Fintecna), nel cui settore 2, si prevede un devastante parcheggio interrato, pubblico e privato, proprio sotto un ettaro e mezzo di bellissime piante ad alto fusto”.

In sostanza, secondo gli ambientalisti, si regala l’ennesima area verde alla speculazione edilizia nel nome della salvezza dei servizi verso i più deboli. “Ovviamente il fatto che la cosiddetta operazione di ‘valorizzazione patrimoniale’ sia proposta da coloro che sono stati responsabili negli ultimi dieci anni dello scempio cementizio della città, non scalfisce né i consiglieri, né i loro sostenitori – spiega ancora Legambiente – Il fatto che una prestigiosa associazione ambientalista, avvalendosi di competenze specifiche nel campo urbanistico e del restauro urbano, abbia proposto una diversa e praticabilissima soluzione progettuale, valida sia sul piano tecnico che culturale, non è stato neanche preso in considerazione”:

Ma le osservazioni degli ambientalisti non finiscono qui. “Si preferisce ignorare che in Tribunale salterà tutto – e quindi anche tutti i vantaggi acquisiti – per le evidenti pecche tecniche e giuridiche presenti nella delibera (ricordo che per l’Acquasola la vicenda era simile e il tribunale nel prossimo autunno dirà chi ha ragione, purtroppo dopo che il taglio di metà degli alberi è già stato perpetrato). Come sempre vige la opportunistica fedeltà ossequiosa a chi comanda, per cui la cultura del cemento prevale su tutto”.

Poi l’ultimo commento. “Noi non ci stiamo e ci daremo da fare per proteggere il verde che è la nostra vita, la nostra identità, la nostra salute. Nessun albero sarà abbattuto, nessun sacco di cemento verrà posato in uno storico parco urbano genovese”.