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Economia

De Gennaro presidente Finmeccanica: le reazioni genovesi tra preoccupazione e contrarietà

finmeccanica

Genova. Gianni De Gennaro è il nuovo presidente di Finmeccanica, ma Genova non gioisce. Le prime reazioni, in ambito politico e sindacale, vanno dall’aperta contrarietà a una generale preoccupazione. In ballo, oltre alle ombre che ha lasciato l’allora capo della Polizia sotto la Lanterna nei giorni del G8 2011, c’è il futuro dei “gioielli” genovesi, Ansaldo Energia e Ansaldo Sts, sotto minaccia di svendita da mesi.

“Se non per il ruolo che ricoprì nei giorni del G8 2001, perché le sentenze non si discutono neppure quando non vanno come vorremmo noi, ci sono almeno altri dieci motivi per cui il governo Letta avrebbe fatto bene a proporre un altro uomo per la presidenza di Finmeccanica”, scrive l’assessore regionale allo Sport ed esponente di Sel, Matteo Rossi, in concomitanza con la nomina del Tesoro.

“Dicono che Gianni De Gennaro – continua Rossi – piaccia al ministro Saccomanni e a Letta (Gianni) per i suoi ottimi rapporti con le istituzioni americane. E, al di là, delle polemiche, è questa, la notizia peggiore in assoluto per la Liguria. Perché conferma, che Finmeccanica punterà tutto o quasi sul settore della difesa più che su quello civile”.

Rammarico e preoccupazione anche in casa Pd. “Confermiamo le nostre preoccupazioni per il futuro di Finmeccanica – è la nota a firma Giovanni Lunardon, segretario genovese – considerando il settore civile parte fondamentale della holding, elemento qualificante e di traino soprattutto in questa fase di forte riduzione delle spese militari e per la difesa. Ritenevamo necessario che nella scelta dei nuovi assetti dirigenziali trovasse spazio una figura con spiccate vocazioni industriali – continua Lunardon – capace di elaborare un piano strategico che superasse la scelta sbagliata di cedere le attività del civile, compiuta negli scorsi anni dal board Finmeccanica. Valuteremo con molta attenzione gli atti del nuovo management a cui chiediamo di elaborare tempestivamente un nuovo piano industriale che, escludendo le cessioni del civile, rafforzi le capacità industriali del gruppo e crei per le aziende un sistema di alleanze tecnologiche a livello internazionale”.

Per il capogruppo della Lega Nord a Tursi, Edoardo Rixi, questa nomina è fonte di preoccupazione. “Spero che Genova non venga penalizzata – commenta l’esponente del Carroccio – il vero problema non è tanto privilegiare le attività della difesa o del civile, ma capire quale siano le reali intenzioni nei confronti del capoluogo ligure, se, cioè, vogliono rifare qui il distretto industriale oppure andarsene da un’altra parte”. Il timore è che “Genova non faccia squadra e si lasci sfuggire un’altra opportunità. Regione e Comune dovrebbero convocare subito il neo presidente per una prima uscita pubblica dove spieghi chiaramente come Finmeccanica vede Genova nel futuro”.

“La nomina dell’ex capo della polizia Gianni De Gennaro a presidente di Finmeccanica mostra una chiara continuità tra la repressione dei movimenti di protesta, come accadde al G8 del 2001, e il complesso militare industriale di questo paese”, è il commento tranchant di Antonio Bruno, capogruppo FdS in Comune.

“Nomina inopportuna”. E’ il pensiero del capogruppo M5S in Comune, Paolo Putti: “anzitutto per il messaggio che viene dato alla popolazione e in generale perché, ancora una volta, emerge che in questo paese le nomine vengono fatte sulla base dei rapporti politici e non sulle competenze”.

Per Putti si tratta inoltre di una “nomina particolarmente negativa per Genova, perché presuppone, senza dubbio, un rafforzamento della parte militare di Finmeccanica e questo vuol dire, al di là del fatto che penso che investire in armi non rappresenti il futuro, rafforzare la parte debole del Gruppo e portare Finmeccanica e i lavoratori, a cominciare da quelli genovesi, verso la pietra tombale”.

“Non mi pare che De Gennaro avesse maturato nella sua vita le competenze manageriali in campo
industriale che a mio giudizio sarebbero state assolutamente necessarie per essere indicati al vertice di un grande gruppo industriale come Finmeccanica”. Così il sindaco di Genova Marco Doria.

Netta contrarietà anche nel sindacato. “La nomina di De Gennaro alla presidenza di Finmeccanica è, ancora una volta, una scelta presa non per meriti – spiega il segretario generale Cisl, Antonio Graniero – non per manifeste capacità nell’ambito di conduzione di gruppi importanti, ma esclusivamente per appartenenze politiche. Questa nomina ci fa impegnare ancora di più nella difesa del nostro patrimonio industriale: il Governo ha così avallato la scelta più volte espressa dell’ad Pansa di mettere in vendita i nostri due gioielli, Ansaldo Energia e Ansaldo Sts”.

La Cisl è sempre stata contraria e “lo è ancor di più oggi a questa ipotesi: questo Governo insiste nel perpetrare gli errori già commessi dai governi precedenti, lasciando allo shopping di aziende estere il nostro miglior tessuto industriale”.

Una soluzione in continuità con il vecchio gruppo dirigente anche per la Camera del Lavoro di Genova e la per la Cgil. “Prioritario era l’equilibrio finanziario del bilancio, mentre le attività industriali e il lavoro venivano dopo. Tradotto significa insistere sulla vendita del settore civile: Ansaldo Energia, Ansaldo Sts, Ansaldo Breda. Non ci arrendiamo – sottolineano Federico Vesigna Segretario Generale Cgil Liguria e Ivano Bosco Segretario Generale Camera del Lavoro di Genova – e non ci arrenderemo alla prospettiva di sacrificare le potenzialità di sviluppo industriale a logiche finanziarie di breve respiro. Queste scelte significano in particolare nella nostra Regione già così colpita dalla crisi, mettere in discussione altri centinaia di posti di lavoro. Una prospettiva per noi inaccettabile”.

E proprio la settimana prossima l’ad Alessandro Pansa sarà a Genova per un’iniziativa promossa dalla Regione. “Ci auguriamo che si possano fugare i tanti dubbi che si addensano su questa vicenda”, concludono Bosco e Vesigna.