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Crisi, Genova tocca il fondo. Confindustria: “La ripresa dalla seconda metà del 2013”

Genova. Dati critici, che trascinano l’economia della Provincia di Genova nel punto più profondo della crisi economica. Previsioni moderatamente positive, che lasciano spazio ad un “cauto ottimismo”. La crisi a Genova ha due facce, almeno secondo gli studi compiuti dal centro studi di Confindustria Genova e i dati dell’Ocse e quelli Istat sulla fiducia degli italiani.

Nel secondo semestre del 2013 dovrebbe finalmente arrivare la ripresa economica con i fatturati che cresceranno del 6.3%, gli ordini del 18.2%, le esportazioni del 13.5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

“Ma la ripresa vera, quella strutturata ci sarà nel 2014, mentre per l’occupazione si dovrà ancora attendere”, ha detto il presidente dell’associazione Giuseppe Zampini.

Anche perché i dati del semestre gennaio-maggio 2013 sono particolarmente negativi: produzione industriale -2.6%, traffici portuali -3.9%, presenze turistiche -8.6% , occupazione -0,8% aumentati i ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione, passati da 138 a 157 giorni, cresciuta la Cig del 23.7% e quella straordinaria del 136.1%, cresciute le difficoltà di accesso al credito per le Pmi, ancora depressi gli investimenti.

“Oggi è ancora più importante rafforzare e accelerare i processi decisionali. Non vorrei – ha ammonito Zampini – che questi segnali positivi rendessero tranquilli facendo credere che le cose possono andare avanti in modo inerziale. Non è così. La ripresa va sostenuta. Se non si interviene con rapidità nei processi decisionali rischiamo di rimanere al traino e di non riuscire ad agganciare la ripresa economica. Salire su un treno che corre forte è più difficile che prenderlo quando si mette in movimento”.