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Burlando tra presente e futuro: “Servono energie fresche e giovani” foto

Rondanina. Un futuro da dirigente politico, a disposizione del centrosinistra, e niente terzo mandato in Regione. Lo ribadisce il governatore ligure Claudio Burlando. “In un anno e mezzo ci sono ancora tante cose da fare. Almeno 100 tappe. Penso che possiamo portare a termine circa 50 progetti importanti per questa regione, dalle infrastrutture alla sanità, dai depuratori ai risanamenti ambientali. Cinque anni sono pochi, dieci sono giusti e quindici sono troppi. Occorre far entrare energie più fresche e giovani, certo meno esperte. Ma non dobbiamo impedire ad altri di crescere” osserva Burlando.

“Aiuterò il processo di unità del centrosinistra – prosegue – Rimarrò un dirigente politico e, se gradito e ritenuto utile, metterò a disposizione la mia esperienza. Non è vero che un alleanza ampia debba per forza litigare. Ci vuole un progetto, una chiarezza programmatica e una leadership giovane. Riconosco che ci sono persone giovani che hanno la stessa forza che avevo vent’anni fa. Quanto al difetto dell’esperienza, la pratica si fa sul campo. Non c’è un master della politica. Ci può essere una scuola di base, ma poi bisogna misurarsi con la realtà”.

“La Liguria è una regione che è diventata più debole rispetto al passato. E’ una regione bellissima in un’area strategica. Può puntare sulla cultura di qualità, sul turismo, sull’ambiente; poi ha industria, tecnologia, ricerca, logistica e infrastrutture. Io lascio un programma imbastito bene, poi chi verrà potrà anche cambiare e correggere. Ma nessuno ha mai cercato di dare coesione a questa regione: uno guardava la Toscana, l’altro il Piemonte e l’altro ancora la Francia… Noi abbiamo cercato di comporre tutti i pezzi” afferma il numero uno di piazza De Ferrari.

“Qui c’è una potenzialità fortissima – prosegue – Quando Letta arriverà qui a fine agosto ne riparlerò, come ho già fatto con lui di recente. Se il governo supera la fase in cui parla dei suoi guai interni e coglie le potenzialità, la Liguria come il Paese ce la faranno. Ci vuole un governo che lavora con i territori, che sappia spendere soldi per poi riguadagnarli”.

Un rammarico? “Avevo il rammarico di avere un cattivo rapporto con il consiglio regionale, ma in questi cinque anni è stato colmato – dice Burlando – Non bisogna mai essere sazi. Bisogna sempre avere fame, come diceva Steve Jobs. Ho sempre in testa molto di più di quanto riesco a fare. Concludo il mandato con serenità. La politica rimane lo strumento utile per cambiare le cose, perché non ce n’è altro”.