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Economia

Bilancio Genova, aumento Imu al 5,8 per mille. Doria: “Manovra obbligata”

Genova. “Comprimere sotto gli 830 milioni la spesa del Comune, avrebbe significato non più risparmi virtuosi ma tagli dolorosi e insostenibili. Da qui l’obbligo di operare una manovra per aumentare le entrate, facendo leva sugli immobili, lo strumento che i Comuni hanno. Non fa piacere un’ imposizione fiscale in un paese bizzarro come questo, ma abbiamo cercato di fare una scelta: gravare su imprese e lavoro, più che sui redditi, sarebbe stato pesantissimo e intollerabile. Abbiamo scelto di cambiare Tares e aliquota Imu per alleggerire il peso sulle imprese e le attività economiche”.

Così il sindaco Marco Doria ha spiegato la scelta politica che ha portato la sua giunta ad approvare il bilancio previsionale 2013, aumento dell’Imu sulla prima casa compreso. A Genova nel 2013 aumenterà dal 5 al 5,8 per mille, mentre i canoni concordati dal 7,6 al 9,5 per mille. A fronte di 82 milioni di tagli a livello nazionale, il plafond di spesa a disposizione di Tursi per il 2013 è sceso a 800 milioni rispetto allo scorso anno. “Un taglio alle risorse pesantissimo, 10% in meno”, ha sottolineato Doria.

Il Comune ha quindi operato un “risparmio virtuoso, il 6% di quanto speso l’anno scorso” di 50 milioni circa, per arrivare a 830 milioni di euro, le entrate che il Comune di Genova avrà a disposizione come capacità di spesa. Oltre, ha detto Doria, non si poteva andare. Di questi 830 milioni, le voci maggiori riguardano: il personale (più di un quarto), lo stock del debito anche se in calo, i trasferimenti comunali a Amt, Carlo Felice e Fiera, 98 milioni per le spese di funzionamento, e poi i servizi sociali e scolastici. “Senza questa manovra avremmo avuto la rivolta dei disabili, il fallimento del Carlo felice, di Amt, Fiera, e scontentato gli operatori del sociale. Non esiste una manovra che possa andare bene per tutti”,ha concluso il sindaco.

”I tagli Tremonti-Monti sopportati dal Comune di Genova dal 2011 al 2013 sono stati di 129 milioni di euro – ha affermato l’assessore al bilancio Franco Miceli, durante la presentazione del documento in Aula Rossa -. Dall’aumento dell’Imu sulla prima casa il Comune prevede 21,6 milioni di euro di maggiori entrate, dai canoni concordati 3 milioni di euro di maggiori entrate”.

L’aliquota così come il bilancio andrà al voto del consiglio comunale entro fine mese-inizio agosto.