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Cronaca

Benzina, sciopero in autostrada da domani a venerdì. Faib: “Siamo l’anello debole della catena”

code benzina

Genova. Dalle 22 di martedì 16 luglio alle 6 di venerdì 19 luglio i benzinai sulla rete autostradale nazionale sono ufficialmente in sciopero. La conferma è arrivata oggi da Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Anisa Confcommercio.

Le tre sigle sindacali in una nota hanno spiegato che il Governo + stato ”indifferente” alle denunce dei gestori. I cartelli che campeggeranno nelle aree di servizio chiuse per sciopero spiegheranno ai clienti i termini della protesta: i gestori protestano “contro la sperequazione dei prezzi che non permette una concorrenza reale e al contrario penalizza i clienti”, contro “il disimpegno delle industrie petrolifere e il mancato rinnovo degli accordi da 3 anni bloccati”. E contro il governo accusato di “strizzare l’occhio ai poteri forti” e “incapace di fare rispettare le leggi”.

Se da un lato da domani si preannunciano disagi per chi si mette in viaggio, dall’altro, i gestori della rete ordinaria lamentano ugualmente una situazione di sofferenza economica-contrattuale che sta mettendo la categoria in ginocchio. Non a caso a Roma si susseguono “tavoli tecnici” tra le sigle sindacali e le varie società petrolifere per evitare l’azione estrema, lo sciopero.

“Siamo tra incudine e martello – spiega Fabio Bertagnini, presidente Faib Confesercenti Genova – l’anello più debole della catena. Gestiamo infatti un patrimonio di grande interesse diventando, però, all’occasione il bancomat del Paese”. I benzinai a fronte degli aumenti stellari dei carburanti hanno infatti un margine fisso di pochi centesimi. “Avremmo molto più interesse nel veder diminuire il prezzo della benzina e del gasolio – sottolinea il presidente Faib – perché, come gestori, acquistando le autobotti investiamo capitale ma guadagnamo sempre la stessa cifra, e senza considerare i rischi ‘d’impresa’, come i furti o la gente che scappa senza pagare”.

Secondo un’indagine Faib nel 2012 il calo dei consumi nel settore carburanti è stato del 10,6%, nei primi 4 mesi del 2013 si è già arrivati ad un – 5,1%. In soli tre anni, soprattutto a causa degli aumenti di accise ed Iva, il prezzo al consumo di benzina ha compiuto un balzo di oltre il 40%, con percentuali superiori per il gasolio. E nella composizione del prezzo ormai accise ed Iva vanno ad “occupare” in media poco meno del 60% del totale. Questo livello di tassazione fiscale pone l’Italia ben oltre la media dei paesi dell’area euro che si attesta attorno al 56,6 per cento.

Oggi sull’argomento è intervenuto il ministro Zanonato: “Il rincaro è prevalentemente dovuto ad un aumento del greggio e della domanda – ha detto – e per questo i petrolieri aumentano il prezzo. Ma lo stacco, cioè la differenza tra quanto crescono i listini europei rispetto ai nostri, è minimo. Ho comunque già disposto un richiamo ai petrolieri chiedendo loro di tenere conto della situazione del nostro Paese”.