Cronaca

Bancarotta fraudolenta: l’ex presidente del Genoa Renzo Fossati condannato a 7 anni

Genova. Aumento di pena, in appello, da sei a sette anni di reclusione, per l’ex presidente del Genoa, Renzo Fossati, 82 anni, accusato di bancarotta fraudolenta per distrazione documentale.

Secondo l’accusa l’ex patron della società rossoblu, agendo in qualità di amministratore unico e, dall’8 settembre 1999 fino al fallimento, di liquidatore della “Immobiliare Casabuona srl” dichiarata fallita nel febbraio 2001, avrebbe tenuto i libri e le scritture contabili in modo tale da non consentire la ricostruzione del patrimonio della società e dell’andamento degli affati. Questo, sempre secondo il capo d’imputazione, al fine di occultare le distrazioni del patrimonio della società.

In particolare non avrebbe annotato le somme ricevute dagli acquirenti di appartamenti di palazzi da lui costruiti quasi 20 anni fa a Molassana, sulle alture di Genova, a titolo di corrispettivo e non indicate nei rogiti notarili. L’accusa sostiene pure che, avendo ricevuto a titolo di corrispettivo dagli acquirenti somme ulteriori rispetto a quelle dichiarate nel rogito notarile, se ne sarebbe appropriato causando il dissesto della società.

Renzo Fossati, assistito dagli avvocati Pasquale Tonani e Andrea Testasecca, il 20 aprile 2010 era stato condannato a sei anni (tre anni condonati) e interdetto in perpetuo dai pubblici uffici. Inoltre i giudici del tribunale penale lo avevano condannato al risarcimento dei danni alla costituita parte civile “Fallimento immobiliare Casabuona srl” (avvocato Giuseppe Maria Gallo) da liquidarsi in separato giudizio.

Oggi i giudici della Corte d’appello hanno negato le attenuanti generiche concesse in primo grado e hanno innalzato la pena a sette anni confermando nel resto la sentenza di primo grado. I difensori di Fossati, Tonani e Testasecca hanno annunciato che presenteranno ricorso in Cassazione.