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Bagni Marina Genovese: sospeso lo sciopero, continua la trattativa

Genova. Ieri pomeriggio presso la sede del Comune di Genova si è svolto un incontro tra organizzazioni sindacali, amministrazione comunale e zzienda Bagni Marina srl di proprietà del Comune. Al centro della vertenza la situazione di precariato che da decenni coinvolge parte dei lavoratori dell’azienda e per la quale era stato proclamato lo sciopero per venerdì 26 luglio.

La sospensione della giornata di protesta è stata assunta dopo l’incontro dal quale sono emerse aperture positive alle richieste dei lavoratori.

Nei fatti la controparte si è impegnata a sottoscrivere entro i primi di agosto 2013 un verbale di intesa nel quale oltre alla volontà politica di superare definitivamente il “precariato storico” si attiverà per esplorare dal punto di vista normativo e di fattibilità tutti i percorsi che permettano l’ampliamento della fascia lavorativa di quei lavoratori che al momento dell’esternalizzazione hanno creduto nell’azienda e ne hanno ricavato solo penalizzazioni.

“Nel 2001 infatti la comunale “Azienda Bagni” – oggi Bagni Marina Genovese – subisce una prima pesante trasformazione passando da 102 dipendenti a 75 (27 lavoratori passarono in AMIU). La nuova società a responsabilità limitata viene costituita dall’allora civica amministrazione per la gestione del servizio bagni marini e spiagge attrezzate – spiega Marina Boero, Fp Cgil – Il personale transitato era in parte dipendente a tempo indeterminato del Comune di Genova e in parte dipendente a tempo determinato sempre del Comune di Genova, assunto con prova selettiva. Nella delibera comunale che segnò la cessione d’azienda (n. 55/2001) venne inserito anche l’emendamento nel quale si specificava che Bagni Marina srl non avrebbero affidato a terzi nessuna lavorazione propria finchè non si fosse trasformato il contratto da part- time a tempo pieno a tutto il personale che ne avesse fatto richiesta”.

Ma nel 2012, la gestione dello stabilimento Janua di Vesima (che con i San Nazaro e i bagni Scogliera componevano la platea delle tre spiagge comunali genovesi) viene ceduta a terzi e anche negli anni precedenti alcune lavorazioni furono affidate a ditte esterne senza che negli 11 anni di gestione alcun lavoratore, non solo non sia passato a tempo pieno, ma non abbia neppure aumentato il numero di mesi del part time.

“La trattativa di ieri ha segnato un passo importante ma, se tale percorso non desse adeguate risposte i lavoratori riprenderanno le iniziative di lotta e riconfermeranno lo sciopero”, conclude Boero.