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Cronaca

Ansaldo Energia e Sts, a Genova oltre mille lavoratori in piazza: “Basta incertezza, no alla vendita”

Genova.  Agg.h.11. I lavoratori di Ansaldo Energia e Ansaldo Sts tornano in fabbrica.

Oltre mille lavoratori di Ansaldo Energia e Ansaldo Sts sono scesi in piazza questa mattina per protestare contro le cessioni previste dal piano industriale. Nei giorni scorsi Finmeccanica, attraverso l’amministratore delegato Pansa, ha infatti confermato le scelte assunte in consiglio di amministrazione e cioè di individuare capitali italiani o esteri per la cessione di aziende non rientranti nel core business.

La preoccupazione è tanta ed è per questo che i lavoratori hanno optato per uno sciopero di due ore, con corteo e concentramento in piazza Massena. Inevitabili, quindi, i disagi al traffico nella zona di Cornigliano.

“Non capiamo con quale logica il governo consideri non strategici settori come i nostri e i lavoratori sono estremamente preoccupati – dichiara Tullio Ricci, lavoratore di Ansaldo Energia – Si vive in un clima di incertezza in quanto aziende come le nostre hanno bisogno di prospettive lunghe, ma da oltre un anno e mezzo non abbiamo più certezze. Lavorare così è molto difficile”.

Forte preoccupazione per il futuro, dunque. “Non solo per Ansaldo, ma anche per tutta l’industria a Genova e di conseguenza per l’occupazione – spiega Federico Grondona – Per quanto riguarda noi, da due anni si parla di vendita e non si sa niente di sicuro, quindi chiediamo risposte certe, non solo all’azienda, ma anche alle istituzioni e soprattutto al governo”.

La richiesta, appunto, è anche quella che si ritorni a parlare di industria e di lavoro in generale. “Il Governo non può essere né neutrale né spettatore ma deve dare un indirizzo di politica industriale che salvaguardi queste specificità italiane in settori strategici. Lasciare solo al gruppo dirigente di Finmeccanica queste scelte dimostra da parte della politica una miopia industriale, che coprirebbe gli errori perseguiti ormai da tempo da parte di questa Holding”, spiegano Fim, Fiom e Uilm.