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Cronaca

Alluvione 2011, la Procura unifica le inchieste. Vincenzi tra gli indagati: “Mi sento violentata, ma sono innocente”

Marta Vincenzi

Genova. Sconcertata e innocente. Così si dichiara Marta Vincenzi, all’indomani della notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati per l’alluvione del 2011. Le accuse sono di disastro e omicidio colposo.

“C’e’ in me la certezza di innocenza: vivo questa situazione con sconcerto, mi sento violentata – ha dichiarato l’ex sindaco di Genova ad una emittente locale -. Quello che mi sta succedendo equivale ad una violenza perché viene meno la sacralità della propria onestà”.

E’ poi seguito un appello alle famiglie delle 6 vittime della tragedia: “Come loro anche io ho bisogno di certezze. Mi auguro che le indagini non durino anni, hanno diritto di sapere. Nessuno può restituire loro le persone perse, ma vorrei che sapessero che avrei dato la mia vita pur di salvare la vita dei loro famigliari e vorrei che questo lo credessero fino in fondo”.

“Vorrei che i cittadini genovesi – ha concluso l’ex sindaco di Genova – attendessero con me la conclusione di queste vicende, ma capissero che mi sento profondamente innocente e che le responsabilità politiche che a suo tempo mi sono presa e che confermo, non coincidono con le responsabilità penali perché chi ha falsificato i verbali o chi non ha agito come avrebbe dovuto nella catena di comando della Protezione civile non coincide con la figura del sindaco”.

Intanto si apprende che la procura di Genova unificherà in un unico fascicolo le due inchieste sull’alluvione del 4 novembre 2011, costato la vita a sei donne, di cui due bambine. L’inchiesta vede così unificati il filone sull’omicidio colposo plurimo e il disastro colposo e quello sul falso in atto pubblico.

Il falso riguarda il documento nel quale venne “corretto” l’orario in cui esondò il Rio Fereggiano.