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Cronaca

Alluvione 2011, la tragedia nelle trasmissioni radio: “La strada è già un fiume, qua inizia a essere veramente pericoloso”

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Genova. ”Escludo, perche’ non c’ero, di aver dato segnalazioni per il rio Fereggiano e non mi risulta che l’abbiano date altri della mia squadra perché l’auto di servizio, in quel momento, era bloccata nel traffico e impossibilitata a raggiungere la zona”. Così Andrea Mangini, volontario di protezione civile, ha ‘smontato’ il contenuto del verbale del Comitato comunale di Protezione civile che secondo l’accusa è stato falsificato e per il quale è accusata di falso la ex sindaco Marta Vincenzi nell’ambito dell’inchiesta sull’alluvione di Genova del novembre 2011, causata dallo straripamento del rio Fereggiano, e che fece sei morti.

”Non riesco a spiegarmi – ha detto Magnini alla squadra di pg – su cosa abbiano basato tale indicazione posto che nessuno del mio gruppo ha dato indicazioni in tal senso”. Eppure, gli dicono gli inquirenti, nella relazione del Comitato comunale di Protezione civile si legge che ”alle 12 (pochi minuti prima
dell’esondazione) il volontario incaricato del presidio dinamico del Fereggiano, come da procedura, riferisce che il livello del torrente è alla base della riga gialla della mira”, ossia un livello di pericolosità medio. ”Il contenuto dell’atto che mi avete letto – chiosa Magnini – non corrisponde al vero”.

Alle 11.56 del 4 novembre 2011 la situazione in via Fereggiano sta precipitando, come si deduce dalle
conversazioni via radio tra la centrale operativa e la polizia municipale di Genova durante l’alluvione che colpì Genova e che causò sei morti. ”Sono stato al nido e … ci vuole una barca per portarli via..”, questa una delle frasi. Un agente della Municipale chiama la Centrale operativa: ”sono la portatile del Fereggiano… il Fereggiano praticamente e’… e’ sulla strada cioe’ qua inizia a essere veramente pericoloso. La strada e’ gia’ un fiume e il Fereggiano e’ al muro di cinta, tra un po’ viene fuori”. Sottofondo una voce di donna dice: ”Fagli chiudere la strada”. ”E’ da un po’
che chiamo la sezione – prosegue l’agente della Municipale – ma abbiamo crateri ovunque e tra un po’ ce ne dobbiamo andare”. Centrale: ”ho capito…”.

La conversazione va avanti fino a quando si sente l’operatore Coa che si rivolge a altri ”Senta, c’e’ una pattuglia in via Fereggiano dice che potrebbe esondare da un momento all’altro… di chiudere completamente la strada… la chiudiamo?” e poi rivolto all’agente ”chiudete.. fate la chiusura”.

Alle 12.01 l’acqua e’ ovunque, la strada impraticabile. Ancora una conversazione: ”Guarda qua, una signora sta cadendo…” dice un operatore della polizia municipale alla radio e dopo poco ”qui e’ tutto un fiume guarda c’e’ anche un bidone dell’Amiu che sta vagando per strada”. L’operatore al
Coa: ”… tra un po’ muoio”.

Anche i cittadini telefonano al Coa. Alle 12.14 una donna chiama: ”Ho un problema grave. Mia nipote ha riparato in un portone perche’ stava per essere travolta. Un signore della Guardia di finanza l’ha aiutata. Sono preoccupatissima”. E l’operatore: ”Non si stia a preoccupare le dica di non uscire
di casa”. Alle 12.26 si prepara la tragedia: ”Ciao che situazione c’e’ li’?” ”E’ tragica proprio”, ”U belin siamo in alluvione”.

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