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Cronaca

Ai privati le foreste liguri, Wwf Liguria attacca: “Esterefatti dall’assessore Barbagallo”

Liguria. Duro attacco del Wwf Liguria all’assessore regionale Giovanni Barbagallo e alla nuova legge in materia di gestione dei boschi. “Nel marzo scorso il Consiglio Regionale ha maldestramente modificato la propria legge forestale del 1999, peggiorando la normativa regionale in materia di gestione dei boschi. Con questa legge regionale (25/3/2013 n. 9) si sono limitate le possibilità di rimboschimenti compensativi, nelle aree adiacenti, in caso di interventi edilizi nei boschi. In pratica si è escluso a priori che la trasformazione, anche con interventi urbanistico-edilizi, del bosco (quella sotto i 500 metri quadrati) sia assoggettabile ad una compensazione forestale; un decreto legislativo nazionale del 2001 prevede invece che in caso di trasformazione d’uso della superficie boscata “deve essere compensata da rimboschimenti con specie autoctone, preferibilmente di provenienza locale, su terreni non boscati. La regione preferisce che tale compensazione avvenga solo con indennizzi economici”.

“E’ assurdo – attacca il Wwf – contemplare la possibilità di affidamento del patrimonio forestale di proprietà regionale anche ad imprese forestali private. Infatti il patrimonio forestale regionale deve assolvere a compiti di tutela della biodiversità, protezione dei beni naturali, difesa del suolo, fruizione controllata da parte della collettività, e tali obiettivi sembrano incompatibili con le esigenze di profitto di imprese private”.

“In difesa di queste scelte si registrano da mesi delle confusissime dichiarazioni dell’assessore regionale Barbagallo e di altri consiglieri regionali, con cui sostanzialmente si afferma che la superficie boscata ligure è già sin troppo vasta e che occorre far spazio all’agricoltura; non si comprende cosa c’entri l’agricoltura con la svendita della legna dei piccoli boschi di proprietà pubblica (poche migliaia di ettari), quelle che non ricadono nei parchi regionali”.

“Purtroppo la Liguria è ricca soprattutto di “boschi poveri” e di giovane età (estensioni di conifere spesso attaccate dalla cocciniglia del pino, o castagneti a ceduo abbandonati), che non assolvono a sufficienza il ruolo di difesa del suolo; intaccare i pochi boschi d’alto fusto, per di più di proprietà pubblica, è dunque sintomo di non conoscenza dei problemi per non dire di involuzione culturale in campo ambientale. Salvo poi lamentarsi del dissesto idrogeologico nelle aree ove si sono operati tagli a casaccio su pendii franosi”.

“Le continue confuse dichiarazioni in merito dell’ass. Barbagallo lasciano francamente esterrefatti” – conclude Guglielmo Jansen, presidente del WWF Liguria; “ma che diavolo c’entra lo sviluppo dell’agricoltura o la coltivazione dei vigneti con un bando di affidamento a privati di una foresta regionale come quella di Gerbonte, tra i 1000 e i 2000 metri di quota in comune di Triora, ove nei decenni scorsi si sono spesi fondi pubblici per rimboschimenti? Ora facciamo tagliare ai privati quello che il pubblico ha piantato a spese della collettività? Ma che razza di tutela ambientale o di economia è mai questa? La foresta regionale del M. Ceppo è dichiarata sito di interesse comunitario: come si ipotizza che diventi un’area coltivabile, oppure c’è solo la volontà di trasformare i faggi in legna da regalare?”.