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Cronaca

Un anno di Marco Doria, tra critiche pacate e contestazione

Genova. Una giornata senza dubbio non facile per il sindaco Marco Doria i cui sostenitori, in primis il professor Silvio Ferrari, avevano organizzato una pomeriggio di dibattito per fare il punto sul primo anno di governo della città. Le critiche sono arrivate fin da subito, molto pacate, da parte di cittadini e rappresentati di comitati, associazioni e sindacati. Sì perché governare una città come Genova, travolta in pieno dalla crisi economica, dalla scarsità di risorse e dai poteri limitati di un’ amministrazione comunale, non è sicuramente facile.

E perché le belle parole di una campagna elettorale non possono poi altrettanto semplicemente tradursi in atti concreti. Poi è arrivata la contestazione vera e propria, da parte dei giovani dei centri sociali ma non solo, su temi importanti come il diritto alla casa e al lavoro, il dibattito sulle grandi opere, e su temi che in questa città sono sempre stati affrontanti attraverso un fitto dialogo come quello degli spazi sociali.

Sul palco sono saliti gli sfrattati, coloro che una casa non ce l’hanno e magari l’hanno occupata, i lavoratori di Amiu bonifiche che dopo aver vinto anche in appello la causa contro la società pubblica del diserbo ancora vedono ancora a rischio il proprio diritto al lavoro e i giovani del laboratorio sociale Buridda, che da via Bertani non vogliono andarsene e accusano il Comune di lavarsene le mani delegando un eventuale sgombero alla Questura.

Incontro interrotto per alcuni minuti, con striscioni e assembramento sul palco, poi ripreso con la platea – o almeno parte di essa – che contestava i contestatori. “Non importano i toni ma importa la sostanza – ha detto l’aspirante segretario del Pd Pippo Civati, arrivato a Genova per partecipare al dibattito – perché in questo Paese esiste troppa disuguaglianza sociale”. Il dibattito non è mancato insomma, anche se dare risposte ai bisogni delle persone è decisamente più difficile.