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Troppi tonni nel Mar Ligure, l’Enpa insorge contro i pescatori: “Acque devastate dalla pesca”

tonno

Liguria. I tonni nel mar Ligure sono troppi e i pescatori vogliono chiedere alla Regione lo stato di calamità. La notizia è di ieri ed ha già scatenato la dura reazione dell’Enpa che ha definito “incredibili le dichiarazioni delle organizzazioni dei pescatori liguri sulla presunta invasione del mar Ligure da parte dei tonni, che sfondano le reti (facendosi aiutare da pescispada per aprirsi il varco?) per rubare i pesci ai pescatori”.

La Protezione Animali savonese da parte sua ricorda invece che la commissione scientifica che vigila sullo stato della specie (ICCAT) sta cercando di limitarne le catture perché da anni i tonni sono quasi al di sotto del limite di sopravvivenza: “Tutti gli organismi scientifici mondiali (dalla FAO allo World Watch Institute) da tempo lamentano che, malgrado un uso di tecnologia sempre più aggressiva, le catture di pesci selvatici sono in declino dal 1999 e che il 54% dei 46 stock ittici mediterranei sono sovrasfruttati ed un terzo delle specie è addirittura in via di estinzione” accusano dall’associazione animalista.

“La stessa presenza delle meduse – proseguono dalla Protezione Animali – sulle coste dimostra non che il mare è pulito ma che è vuoto, anche di quei pesci, come i tonni, che le mangiano. Il mar Ligure, come tutti gli altri, è poi devastato da migliaia di chilometri di reti da pesca, perdute o abbandonate dai pescatori, che si posano sul fondali e sulle scogliere e continuano a catturare ed uccidere animali per centinaia di anni; eppure contro questo scandalo nessuno fa nulla. La paura, ma è meglio dire la certezza, dell’Enpa è che l’allarme e la proposta dei pescatori vengano presi in considerazione dalle cosiddette autorità competenti, Regione e Ministeri della ambiente e delle Politiche agricole e forestali e si attivi davvero la procedura per aumentare gli stock della pesca al tonno, già dilatati dalle pressioni delle marinerie”.

“Del resto Regioni e Ministeri, di fronte ad un mare che si sta spopolando, non solo non impongono serie restrizioni alle pesche professionale e dilettantesca ma promuovono il consumo di pesce con campagne pubblicitarie ed iniziative, assurde in questa situazione in cui il pesce venduto in Italia è importato per il 70% dai mari esteri, come il pescaturismo e l’ittiturismo” concludono dall’Enpa.

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