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Cronaca

Terzo Valico, domani giornata “calda”: consiglio monotematico in Regione e No Tav nel pomeriggio a Tursi

corteo no tav no terzo valico 17 novembre 2012

Genova. Domani sarà una giornata clou per il Terzo Valico dei Giovi, almeno per quanto riguarda la politica locale. Domani mattina infatti il consiglio regionale di via Fieschi dedicherà una seduta monotematica all’opera dopo la decisione del Governo Letta di definanziare il secondo lotto dell’opera, a favore di infrastrutture immediatamente cantierabili. Dopo alcuni giorni di tira e molla, timori e rassicurazioni, la Giunta Burlando domattina risponderà a dubbi e preoccupazioni dei gruppi consiliari. Ma anche al pomeriggio di parlerà di Terzo Valico, questa volta a palazzo Tursi: in apertura della seduta del consiglio comunale, infatti, i vari gruppi presenteranno delle “mozioni di sentimento” sull’opera a cui il sindaco Marco Doria sarà chiamato a rispondere attraverso lo strumento dell’art.55.

E a Tursi, domani alle 14, ci saranno i comitati no tav, che arriveranno dalla Valpolcevera e dalla Val Lemme per dire ancora una volta no a un’opera che considerano dannosa per l’ambiente e inutile per il territorio e, soprattutto, per mostrare alle istituzioni, in primis al Comune di Genova, che non è vero che non esiste un movimento di protesta contro il terzo valico dei Giovi.

“Il definanziamento del terzo valico ha generato gli strali e le lamentele della gran parte della classe politica, sindacale ed imprenditoriale genovese, come se questa “grande” opera fosse la panacea di tutti i mali, ed unica maniera per uscire dalla crisi – dicono i no tav – mentre anni di studi delle associazioni ambientaliste hanno dimostrato come esistano soluzioni alternative al terzo valico, per non parlare di tutto quello che si potrebbe fare con questi milioni di euro mentre si smantella lo stato sociale”.

“E’ fastidioso ascoltare e vedere tutto questo stracciarsi di vesti – dice Davide Ghiglione – per il definanziamento di un’opera come se il terzo valico possa risolvere i problemi occupazionali della città, mentre come sappiamo bene, le gare d’appalto faranno sì che ai lavoratori genovesi arrivino ancora una volta solo le briciole”.