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Cronaca

Sì dei sindacati a Gronda e Terzo Valico, ma nasce la fronda interna: “Grandi opere inutili e dannose”

Genova. Una lettera per dissociarsi dalla posizione della Cgil e della Filt, il sindacato dei trasportatori, su Gronda e Terzo Valico. A diffonderla alcuni iscritti, dopo che, nei giorni scorsi, il sindacato aveva ribadito il proprio sostegno alle Grandi Opere.

“Abbiamo letto con grande delusione – scrivono -, per l’ennesima volta, le dichiarazioni di un sindacalista CGIL genovese riguardo a Gronda e Terzo Valico. Il fatto che siano state pronunciate da un delegato della FILT (Federazione Italiana Lavoratori Trasporti), federazione a cui siamo associati, non può più lasciarci passivi. Intendiamo ufficialmente dissociarci da quelle dichiarazioni. Chi le ha esternate (sig.Giacomo Santoro) e chi ne esternerà di simili non ci rappresenta”.

“Noi riteniamo – continuano – che la creazione di posti di lavoro attraverso la spesa pubblica sarebbe molto più efficace ed efficiente se riguardasse altri tipi di opere: rimessa in sicurezza del territorio, ristruttrazione in senso ecologico del patrimonio edilizio, sviluppo dei servizi sanitari pubblici, potenziamento del trasporto di merci e passeggeri su rotaia sfruttando le più che sufficienti infrastrutture esistenti, rafforzamento ed incentivo del trasporto pubblico locale, tanto per fare qualche esempio. Prima ancora reputiamo che sia necessario uscire dalla contrapposizione tra diritto al lavoro e diritto alla salute: sappiamo benissimo che Gronda e Terzo Valico, oltre a rappresentare un enorme spreco di risorse economiche ed ambientali, metterebbero a repentaglio la salute e la qualità della vita di migliaia di cittadini liguri e piemontesi”.

“Noi crediamo in un sindacato che persegua l’interesse generale dei lavoratori come strumento di giustizia sociale, non in un sindacato che conduca una politica corporativa infischiandosene dei lavoratori di altre categorie e della salute e del benessere del resto dei cittadini. Crediamo in un’organizzazione sindacale che sia in grado di rivendicare ai lavoratori la ricchezza che essi producono, non in un ente che, con atteggiamento rassegnato, si accontenta delle briciole che cadono dal tavolo della grande abbuffata di miliardi pubblici

“Invitiamo – si conclude la lettera – anche tutti i lavoratori della nostra categoria a lottare attivamente contro la realizzazione di Gronda e Terzo Valico, nell’interesse loro ed in quello generale”.