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Economia

Selex, Farello: “Nuovo piano industriale è macelleria sociale”

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Genova. Duemila esuberi a livello nazionale, 303 nella sola Genova e cassa integrazione a rotazione per tutti gli altri dipendenti; la chiusura di 22 siti in tutta Italia, fra cui quello della Fiumara nella nostra città, con il trasferimento dell’intera struttura nella sede di via Puccini. Sono questi i numeri del ridimensionamento presentato dal gruppo Selex-Elsag, e che chiamano la politica nazionale e locale ad un’urgente assunzione di responsabilità.

“Quello presentato da Selex-Elsag non è un piano industriale, ma una vera e propria macelleria sociale, fatta di soli tagli”, denuncia Simone Farello, capogruppo del Partito Democratico. “Casi come questo – prosegue – testimoniano di quanto velocemente la crisi si sia trasferita dalla finanza all’economia reale, senza che chi fino a poco tempo fa aveva responsabilità di governo abbia fatto nulla per impedirlo, arrivando anzi a negare l’esistenza stessa della crisi”.

“A maggior ragione in una città come Genova, in cui il gruppo Selex occupa un ruolo fondamentale per la tenuta del tessuto economico e sociale – prosegue il capogruppo del Pd -, Comune, Regione e l’intero mondo delle istituzioni hanno la responsabilità di attivare, immediatamente, un canale di comunicazione con il nuovo governo, affinché questo rispetti la propria agenda dando priorità a lavoro, occupazione, crescita ed investimenti. Ma nell’agenda dell’esecutivo c’è anche il dossier Finmeccanica, rispetto a cui le istituzioni genovesi devono farsi portavoce di una forte richiesta di cambiamento del gruppo dirigente”.

“Conosciamo quali siano l’impegno e l’attenzione dell’amministrazione comunale per i temi legati a Smart City e crediamo – conclude Farello – che le istituzioni genovesi e liguri debbano tradurre questa prospettiva in progetti concreti, finalizzati allo sviluppo di prodotti innovativi in grado di sostenere l’indotto sul territorio. Se non vuole rinunciare ad avere ancora un ruolo centrale nell’economia di questo paese, Genova deve difendere con orgoglio la propria identità di città industriale”.