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Rosati nuovo vicepresidente del Genoa. Giornalista aggredito da Preziosi, la procura federale apre un’inchiesta

Enrico Preziosi

Pegli. Notizie che si sono rincorse per tutte il giorno. Ipotesi di cessioni e nuove collaborazioni. Solo in serata Enrico Preziosi ha deciso di fare chiarezza su quello che succederà al Grifone. Che Antonio Rosati sia ormai entrato in orbita rossoblù è un dato di fatto. Una volta “liberatosi” del Varese entrerà a tutti gli effetti nell’organigramma del club più antico d’Italia. Coprirà il ruolo che era stato disegnato la scorsa estate per Pietro Lo Monaco.

Questo il comunicato apparso sul sito della società: “A seguito di intese intercorse tra il presidente Enrico Preziosi e l’imprenditore Antonio Rosati, finalizzate al rafforzamento della compagine societaria, il Genoa informa che è stata attivata una collaborazione, destinata a concretizzarsi nella nomina del sig. Rosati alla vicepresidenza esecutiva”.

La turbolenta giornata di oggi ha lasciato però diversi strascichi. Non poteva passare inosservata la furia del patron rossoblù reo di aver strappato di mano la telecamera a un giornalista appostato fuori da un ristorante di Pegli nella speranza di riprendere i protagonisti di questa nuova collaborazione. La Procura Federale della Figc ha disposto l’acquisizione del filmato in cui si vede Preziosi in preda all’ira per chiarire tutti gli aspetti di questa vicenda.

A Tgcom24 Preziosi ha parlato in questi termini dell’accaduto: “Ho strappato la cinepresa e l’ho buttata a terra. Non è corretto subire degli agguati. La mia reazione può essere criticata quanto si vuole ma è la reazione di una persona infastidita. Toccare i giornalisti? Per l’amor di dio, i giornalisti possono scrivere e fare di tutto, poi quando uno li tocca guai. Io quel giornalista non l’ho toccato, gli ho strappato la telecamera. Personalmente dico che la violenza che ho subito all’uscita di un ristorante è maggiore. Quelli sono agguati, non va bene venire a riprendermi di nascosto. Io quel gesto, in quel contesto lo rifarei, perché quello che ho subito è un agguato, un modo subdolo di fare informazione. Farò un assegno per ripagare i danni ”.