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Resistenza e 30 giugno 1960: Barbagelata celebra i valori della democrazia

Anpi

Lorsica. La memoria che unisce i valori dei partigiani che lottavano contro i nazifascisti anche a costo della vita per riconquistare la libertà, delle popolazioni che per sostenerli in ogni vallata pagarono un prezzo terribile nelle rappresaglie delle brigate nere e delle SS e degli operai e dei camalli in maglietta a righe che quindici anni dopo la Liberazione scesero in piazza a Genova, medaglia d’oro della Resistenza, per difendere dalle provocazioni neofasciste la democrazia e la Costituzione.

Sarà questo il filo conduttore della cerimonia di domenica prossima – 30 giugno – a Barbagelata, organizzata dall’Anpi provinciale con la collaborazione del Comune di Lorsica e l’orazione ufficiale di Piero Fossati, commissario straordinario della Provincia di Genova.

La prima tappa della giornata si svolgerà alle 10 al cippo partigiano del Passo della Scoglina, per raggiungere poi alle 10.30 quello di Barbagelata dove alle 11 in chiesa monsignor Luigi Molinari, responsabile della pastorale del lavoro, celebrerà una messa.

Al termine, dopo i saluti del sindaco di Lorsica Aulo De Ferrari,
l’orazione conclusiva del commissario della Provincia. “Barbagelata è
un vero emblema della Resistenza – dice Piero Fossati – dei valori e
dei sacrifici che accomunarono i partigiani e la popolazione. Il borgo
controllava le strade di accesso dalla Val Trebbia alla Fontanabuona e
subì tutti i rastrellamenti dei nazifascisti contro le forze partigiane che avevano il pieno appoggio e la solidarietà della popolazione. Nella notte fra il 12 e il 13 agosto 1944 le brigate nere del famigerato Vito Spiotta (poi processato e fucilato nel 1946) con fascisti della divisione Monte Rosa e truppe tedesche assaltarono Barbagelata, incendiando le case e, mentre gli abitanti riuscivano a mettersi in salvo nei boschi, uccisero i loro cani. Tre contadini della zona furono però catturati dai nazifascisti che prima se ne fecero scudo e poi li trucidarono: si chiamavano Francesco Casagrande, Luigi Musante e Nazareno Garbarino”.

Da quella distruzione e dai quei lutti Barbagelata seppe però risollevarsi subito, ricostruendo alla meglio prima dell’inverno case e stalle.

“Una tenacia e una fermezza – dice Fossati – che accompagnarono anche l’azione, il 30 giugno 1960, di tutti gli operai, i camalli del porto, i cittadini che nello sciopero generale impedirono in centomila al Msi, in nome dei valori della democrazia e della Costituzione nata dalla Resistenza, di tenere il suo congresso al Margherita di Genova, a cinquanta metri dal sacrario partigiano del Ponte monumentale, nella città medaglia d’oro della lotta per la libertà. Per il significato di quei fatti restano vivissime le parole che Sandro Pertini pronunciò proprio a Genova il 28 giugno 1960: “A chi cerca i sobillatori di queste manifestazioni rispondiamo che sono i fucilati del Turchino, di Cravasco, della Benedicta e i torturati della casa dello studente”. E noi oggi continuiamo a testimoniarne la memoria”.