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Politica

Raccolta differenziata Liguria, consiglio unanime: “La giunta presenti una proposta dettagliata”

raccolta differenziata foce

Liguria. Durante il consiglio monotematico sulla raccolta differenziata, l’assemblea legislativa ligure ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, primo firmatario Luigi Morgillo (Pdl), ma sottoscritto da gruppi di maggioranza e minoranza, che impegna la giunta a “presentare al Consiglio regionale una proposta dettagliata che definisca tutte le ipotesi di smaltimento della quota residua di rifiuti indifferenziati, tenendo conto di tutte le tecnologie esistenti; a accompagnare le proposte con i relativi costi e fonti di finanziamento; a individuare le modalità per raggiungere gli obbiettivi di raccolta differenziata fissati a 65% per il 2015”.

Nel documento si ricorda il decreto legislativo 2015 del dicembre 2010 che stabilisce il 12 dicembre 2013 come data in cui approvare il Piano regionale dei rifiuti introducendo l’obbligo propedeutico della Vas (Valutazone ambientale strategica).

Inoltre è stato approvato da tutti i consiglieri anche un documento sottoscritto da Roberto Bagnasco, Marco Melgrati, Gino Garibaldi, Marco Scajola, Roberta Gasco, Matteo Rosso, Luigi Morgillo, Alessio Saso del Pdl e da Aldo Siri e Lorenzo Pellerano di Liste Civiche per Biasotti presidente, che impegna la giunta “a favorire un intervento legislativo nazionale per modificare le percentuali di raccolta differenziata o, in subordine, prorogare i termini per il raggiungimento degli obiettivi previsti dalla normativa (D.lgs. 152/2006 art. 205 c.1 – Legge 296/2006 art. 1 c. 1108)”.

L’ordine del giorno invita anche la giunta “A sollecitare un intervento legislativo nazionale che, a partire dal 2006, non configuri il danno erariale per i Comuni che abbiano dimostrato di aver migliorato costantemente le percentuali di raccolta differenziata. A predisporre una politica a livello regionale che consenta una gestione efficace del sistema della raccolta differenziata. Ad attivare la procedura di Accordo di Programma tra il Ministero dell’Ambiente, Regione ed Enti Locali interessati per consentire la deroga rispetto agli obiettivi fissati dalla norma nazionale, sulla base di motivazioni di carattere tecnico, ambientale ed economico, fissando nel contempo modalità ed obblighi per il conseguimento degli obiettivi indicati dalla normativa vigente”.

L’assessore Renata Briano ha annunciato che la giunta nelle prossime settimane presenterà una legge per la riorganizzazione dei servizi dello smaltimento rifiuti e dell’acqua. “L’obiettivo è di arrivare alla discussione della legge in Consiglio regionale entro la fine di luglio. Successivamente alla sua approvazione, presenteremo il Piano regionale dei rifiuti la cui attuazione andrà in parallelo alla riorganizzazione dei servizi”. Rispondendo ai consiglieri intervenuti nella discussione, Briano ha concordato sul fatto che negli ultimi anni le amministrazioni locali e le Regioni si sono dovute muovere in una situazione normativa confusa resa ancor più caotica dalla riforma istituzionale che punta alla soppressione delle Province e alla trasformazione di quella di Genova in Città metropolitana, “riforma che non è stata affatto ininfluente rispetto ad alcune nostre scelte, come quella ad esempio di affidare il tema dei rifiuti e dell’acqua alle Province. In ogni caso – ha sottolineato – credo che si debba fare un salto in avanti: non possiamo più aspettare che queste riforme arrivino ad un punto definitivo. Riorganizzare la materia non sarà semplice perché oggi in capo ai Comuni c’è la gestione dello spazzamento e della raccolta dei rifiuti, ed è giusto continuare così a livello comunale o di consorzi di comuni, mentre la gestione dello smaltimento dei rifiuti, proiettandoci verso una loro costante diminuzione, difficilmente può essere organizzata a livello comunale e deve basarsi su bacini più ampi. Questo deve avvenire rispettando le peculiarità delle diverse aree territoriali, dunque immaginando aree omogenee, dei bacini, delle unioni di Comuni affinché questi servizi si possano identificare in queste aree e lasciando alla Regione il ruolo di regia complessiva”.

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