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Economia

Piaggio, Guccinelli: “Forte preoccupazione, ma non si deve mollare”

Liguria. Il punto sulla Piaggio fatto oggi in municipio a Finale farà il paio con quello previsto per lunedì prossimo a Sestri Ponente. Istituzioni, Rsu e maestranze attendono di recepire le decisioni per il futuro che l’azienda aeronautica non ha ancora nettamente formulato. Al di là dei nuovi prodotti che vengono presentati al mercato (l’ultimo è il P.1HH HammerHead Unmanned Aerial Systems con sistema aereo senza pilota), il decremento della produzione è un dato di fatto e la paura per i tagli d’organico è alta. Il tutto, intanto, getta ombra sull’operazione ponentina di delocalizzazione.

Con l’assessore Renzo Guccinelli della Regione, rappresentanti della Provincia e delegati del consiglio di fabbrica stamane a Finale si è svolto il vertice convocato dal primo cittadino Flaminio Richeri. Così l’assessore regionale allo sviluppo economico Guccinelli: “Siamo anche noi fortemente preoccupati per quello che rappresenta Piaggio in Liguria per qualità e capacità tecnologica, ma anche per numero di addetti: i due stabilimenti contano oltre mille lavoratori. C’è stato un calo di mercato pesante arrivato quando è in corso il cantiere per il nuovo stabilimento di Villanova. Non dobbiamo mollare”.

“Le preoccupazioni dei dipendenti sono anche quelle della Regione. Cerchiamo di capire meglio le prospettive aziendali e quali sono le definizioni dell’azionariato. Con l’incontro di oggi e quello di lunedì prossimo a Sestri Ponente, ci sarà poi la convocazione del tavolo regionale. Non possiamo rinunciare a Piaggio né a centinaia di posti di lavoro” conclude Guccinelli.

Roberto Franco, delegato della Fiom Cgil, commenta: “L’incontro odierno è scaturito dall’ultimo sciopero che abbiamo fatto, senz’altro una presa di responsabilità da parte del sindaco. Ci sono questioni previdenziali che la legge ha bloccato. Chiediamo chiarezza su questo e sulla questione urbanistica. L’amministrazione ha dichiarato che tutto è subordinato al rilascio dell’autorizzazione. Siamo preoccupati per il piano industriale