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Parte dalla alta Valpolcevera il progetto pilota per la gestione di boschi

bosco

Genova. Partirà dall’alta Valpolcevera, alle spalle di Genova, la formula per una gestione innovativa della risorsa bosco che potrà essere estesa al resto della Liguria, grazie alla sperimentazione avviata a partire dal 2011 i cui risultati sono stati presentati questa mattina dall’assessore regionale all’ambiente, Renata Briano nell’ambito del Forum regionale sull’ambiente, in corso al Palazzo della Meridiana in salita S. Francesco, 4 che si concluderà domani.

Incentivare l’economia delle aree rurali, prevenire il dissesto idrogeologico e tutelare il patrimonio ambientale: sono stati questi i principi intorno a cui la Regione Liguria ha aderito al progetto europeo Sylvamed che ha messo a disposizione oltre 160.000 euro per un’iniziativa pilota in Alta Val Polvera, alle spalle di Genova. L’area prescelta dalla Regione Liguria per realizzare una gestione forestale sostenibile ha visto la creazione in un anno e mezzo di un consorzio, costituito dai Comuni, dalle imprese locali e da 100 proprietari delle aree che fino a quel momento risultavano abbandonate che hanno dato vita ad un utilizzo congiunto della risorsa bosco.

“Abbiamo voluto sperimentare un modello esportabile in altre parti di Liguria – ha spiegato l’assessore all’ambiente, Renata Briano – che ha visto il coinvolgimento di amministratori locali, dei proprietari dei terreni e delle aziende che lavorano nel settore del legno con vantaggi indiscussi sul fronte del dissesto idrogeologico e del risparmio sui costi di riscaldamento”. In tutto 80 ettari di territorio, fino a quel momento abbandonato, su cui è stata avviata una sperimentazione per la creazione di un consorzio di gestione che ha coinvolto i Comuni di Campomorone, Ceranesi e Mignanego e i proprietari che hanno accettato di dare in gestione i loro appezzamenti di terreno, sia per avere un possibile ritorno derivante dalla vendita del legno, sia per evitare anche una loro diretta responsabilità in caso di incidenti causati da alberi non in sicurezza. Ne è nato un progetto per realizzare due impianti di riscaldamento a biomasse per edifici pubblici, da collocare nella scuola di Isoverde e nel Comune di Ceranesi che consentiranno di risparmiare quasi un terzo degli attuali costi di riscaldamento. Il progetto è stato affidato ad ARE, l’agenzia regionale per l’energia, che si occuperà di realizzarlo. Il convegno proseguirà domani con la parte dedicata alla green economy.