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Cronaca

Molo Giano: a un mese dalla tragedia, Genova ricorda le vittime

Genova. A un mese dalla tragedia di Molo Giano, Genova ricorda le nove vittime del crollo della Torre dei Piloti dopo lo schianto della Jolly Nero. Trenta giorni da quella drammatica sera e un’inchiesta che vede attualmente 5 indagati mentre la città ha deciso di rendere omaggio alle vittime, nel primo anniversario della strage.

Sul molo Gianno, proprio nel punto in cui sorgeva la torre dei piloti, erano presenti il Comandante generale delle Capitanerie di Porto, Felicio Angrisano, l’ammiraglio Vincenzo Melone, il presidente dell’autorità portuale Luigi Merlo, il capo dei piloti Giovanni Lettich, il ministro per l’Ambiente Andrea Orlando e il sottosegretarioRoberta Pinotti, il sindaco Marco Doria e i parenti delle vittime, oltre a tanti colleghi di lavoro delle nove vittime. La cerimonia è stata celebrata dal cappellano militare che, prima della liturgia, ha letto i nomi dei nove uomini che il 7 maggio scorso hanno perso la vita nel terribile incidente: Maurizio Potenza, Michele Robazza, Daniele Fratantonio, Davide Morella, Marco De Candussio, Sergio Basso, Giuseppe Tusa, Francesco Cetrola e Gianni Jacoviello.

Mentre il cappellano militare mons. Giovanni De Negri ha iniziato l’omelia una grande nave è entrata in porto suonando tre colpi di sirena in segno di rispetto. Mons. De Negri ha ricordato quella notte quando le vittime ”hanno perso la vita nell’estremo adempimento del dovere”. Molti i fiori giunti su Molo Giano, al termine della cerimonia i familiari delle vittime hanno depositato corone d’alloro. Durante la funzione sono state lette la preghiera del marinaio e quella del navigante. Un lungo applauso commosso, al temine della funzione, ha salutato per l’ultima volta Maurizio, Daniele, Michele, Davide, Marco, Sergio, Giuseppe Francesco e Gianni.

“Soltanto stando insieme si può sopportare il dolore” ha detto oggi il cardinale Angelo Bagnasco ricordando il crollo della Torre Piloti. “Resta – ha aggiunto – la sofferenza delle famiglie che hanno perso i loro cari e la sofferenza dei loro compagni e colleghi di lavoro del porto e della capitaneria. Molti di loro erano presenti nel giorno del Corpus Domini. Alcuni hanno portato l’arca del Santissimo Sacramento ed è stato un segno molto bello di cui sono ancora molto riconoscente. E’ stato anche un segno che noi siamo stati e siamo tuttora vicini a loro, e loro sono vicini a noi”.