Quantcast

Liguria, Della Bianca: “Puntare sulla semplificazione normativa per aiutare le imprese”

raffaella della bianca

Liguria. Il consigliere regionale Raffaella Della Bianca (Gruppo Misto) punta il dito contro la troppa burocrazie, che penalizza le imprese. “Le imprese si trovano a fare i conti con il peso della burocrazia (23 miliardi l’anno), con una forte pressione fiscale e con disuguaglianze che devono essere risolte solo attraverso un percorso di semplificazione normativa. Se non si riuscirà a raggiungere questo obiettivo, solo chi ha più mezzi economici ed è più strutturato potrà fare impresa, mentre tutti gli altri saranno tagliati fuori”.

La consigliera Raffaella Della Bianca, oggi, in occasione della seduta consigliare nel corso della quale è proseguita la discussione sul tema della disoccupazione giovanile, ha chiesto per l’ennesima volta al Presidente Burlando quali siano gli obiettivi raggiunti dall’Ente regionale sulla semplificazione.

“Sono trascorsi due anni dall’approvazione di quella legge regionale – spiega Della Bianca – e non sappiamo se in questo lasso di tempo sono stati raggiunti degli obiettivi importanti sulla questione della semplificazione normativa. Non abbiamo mai una verifica tangibile su quello che facciamo in quest’aula”.

Il problema principale che la consigliera sottolinea è quello legato alle imprese.

“Uno dei principali problemi delle nostre imprese è il peso della burocrazia – dice Della Bianca -. L’Autorità Garante della Concorrenza ha dichiarato che il costo si aggira sui 23 miliardi l’anno. Occorre seguire un’unica strada che conduca alla certezza di regole e tempi. Proprio per questo motivo, senza la risoluzione della questione amministrativa è difficile dare prospettive di crescita”.

La consigliera ritiene che solo dalla semplificazione si può trarre linfa nuova per ridurre le disuguaglianze.

“Se non facciamo coerentemente un’analisi – conclude Della Bianca -, di dove siamo come percorso rispetto a norme già approvate, semplificazione e accorpamenti, sarà difficile capire se ci troviamo sulla strada giusta. Il rischio è che se si prosegue sulla strada attuale, solo chi ha più mezzi economici ed è più strutturato potrà fare imprese e tutti gli altri saranno invece tagliati fuori”.