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Ist-San Martino, j’accuse della Cgil: “Più un Policlinico che un Irccs oncologico”

ist san martino

Genova. Si sono concluse le audizioni della Terza commissione della Regione Liguria e sulla riorganizzazione dell’Ist-San Martino cominciano a piovere le critiche anche dai sindacati.

“Abbiamo ora un quadro chiaro delle criticità del documento che, purtroppo, sono sovrapponibili a quelle che avevamo evidenziato già nel 2010, alla costituzione del nuovo IRCCS e successivamente nel 2011, quando fu presentato dalla Regione il documento per l’istanza di riconoscimento ministeriale”, dicono Corrado Cavanna e Sandro Alloisio della Funzione pubblica della Cgil.

“Continua infatti a nostro parere a mancare innanzi tutto la focalizzazione sulle attività oncologiche e sull’organizzazione del centro oncologico che dovrebbe costituire hub regionale, essere al centro dei percorsi dei pazienti dalla diagnosi alla riabilitazione, e mirare, infine, al riconoscimento dell’Organizzazione Europea degli Istituti sul Cancro (OECI) quale Comprehensive Cancer Center. E’ evidente che questa operazione, fortemente voluta, ma mal gestita, dalla giunta regionale ligure è stata trasformata da spinte opportunistiche verso l’organizzazione di un Policlinico, o Ospedale di Insegnamento, che poco ha a che fare con un IRCCS oncologico”.

“Il documento – dice la Cgil – è tutto concentrato sul mantenimento di un difficile equilibrio tra le esigenze didattiche dell’Università e quelle assistenziali dell’Azienda Ospedaliera, dimenticando del tutto che invece deve prevedere l’organizzazione di un Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico nella disciplina oncologica che deve fornire eccellenza assistenziale e ricerca. Nel documento stride la mancanza di un Dipartimento della Ricerca che raduni i laboratori ad attività scientifica, ottimizzando risorse umane e strumentali, e che metta in pratica la gestione amministrativa e contabile autonoma delle attività di ricerca, come previsto dall’Art. 28ter della LR 2/2011”.

“Questa scelta – spiegano Cavanna e Alloisio – non è giustificata né giustificabile sotto alcun punto di vista, neanche economico, poiché è prevista l’organizzazione di due Aree della ricerca dotate ciascuna di un Direttore. Anche l’organizzazione della Direzione Scientifica appare del tutto inadeguata alla gestione di un IRCCS di queste dimensioni, ed evidentemente subordinata alla Direzione Generale, mentre dovrebbe essere autonoma e prevedere, oltre che uffici, strutture di supporto alla ricerca e servizi (core facilities) la cui descrizione è invece estremamente confusa e la sua collocazione all’interno di un Dipartimento appare del tutto incomprensibile. Rileviamo poi la gravissima mancanza di ogni riferimento alla gestione del registro tumori, alla prevenzione primaria e secondaria, ed alla ricerca epidemiologica, settori strategici per l’abbattimento del numero di malati e, quindi, della spesa sanitaria; l’assenza di un comitato etico d’Istituto, fondamentale per la gestione della ricerca clinica; la descrizione e valorizzazione delle attività di ricerca; mancano regole sull’utilizzo dei finanziamenti alla ricerca, sulla destinazione del 5xmille, e sui proventi derivanti dai trials clinici. Più che un inizio questo documento appare come l’ennesimo disimpegno della Regione Liguria in difesa della ricerca oncologica come strumento fondamentale per garantire migliori cure ai cittadini della nostra Regione”.