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Incidente Jolly Nero, Di Lecce: “Non fu dato alcun allarme a terra”

jolly nero

Genova. Nei minuti che precedettero lo schianto contro il molo Giano, nessuno dalla Jolly Nero lanciò un allarme e avvertì gli uomini che si trovavano all’interno della torre dei Piloti dell’immediato pericolo. “Che non fu dato un allarme a terra è ormai un dato accertato” ha confermato questa mattina il procuratore capo Michele Di Lecce, dopo che alcuni stralci dell’invito a comparire agli indagati sono stati pubblicati questa mattina da due quotidiani locali.

Gli interrogatori avrebbero dovuto cominciare questa mattina ma il pilota che era a bordo della Jolly nero quella sera, Antonio Anfossi ha presentato un certificato medico attraverso i suoi legali Carlo Golda e Francesco Munari. Troppo forte la tensione e lo stress dopo la tragedia: per questo Anfossi, indagato per omicidio colposo plurimo, avrebbe chiesto il rinvio dell’interrogatorio. Probabilmente slitterà anche la testimonianza, prevista per domani, del primo ufficiale della Jolly Nero.

La nave infatti, ricevuto il via libera del Rina, si trova attualmente in rada davanti al porto di Genova pronta a ripartire alla volta di Napoli e il primo ufficiale, anche lui indagato per omicidio colposo, si trova proprio a bordo della Jolly. Il comandante Roberto Paoloni, che in un primo momento si era avvalso della facoltà di non rispondere, ha invece dato disponibilità a rispondere alle domande dei pm: la sua testimonianza è prevista per giovedì, ma probabilmente anche questo interrogatorio slitterà.

Il pubblico ministero Walter Cotugno e il procuratore capo Michele Di Lecce, intanto, hanno ascoltato le comunicazioni audio contenute nel vdr della Jolly Nero: si tratta in pratica di registrazioni ambientali di tutto ciò che venne detto sulla plancia della portacointainer dei Messina. Da lì dovrebbe emergere chiaramente se e in quale momento pilota e comandante si accorsero che la nave andava troppo veloce e diedero alla sala macchine il comando “marcia avanti”. E forse lì dentro ci dovrebbe essere la famosa frase pronunciata dal pilota Anfossi “Non ho la macchina” dopo che il comandante del rimorchiatore Spagna aveva allertato: “Cosa fate? Non c’è più acqua”. Un pezzo di verità in più su cosa accadde quella notte.