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I medici di base genovesi pronti ad aprire i “centri salute” e garantire assistenza 7 giorni su 7: “Aspettiamo solo il via libera”

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Genova. L’appello fatto dall’assessore alla Salute della Regione Liguria, Claudio Montaldo, sulla necessità di arrivare, anche a Genova, all’apertura dei “centri salute” sul modello savonese, in grado di garantire la presenza e l’assistenza dei medici di famiglia anche nel week end, non è caduto nel vuoto.

Martedì, a margine del consiglio regionale monotematico sulla sanità ligure, l’assessore aveva dichiarato: ““Apriamo una discussione sulla organizzazione di strutture associative che consentano di allungare l’orario: una ogni distretto aperta almeno 12 ore al giorno, anche nei week-end. Si parla di associazioni analoghe ai centri salute savonesi”.

A cogliere immediatamente la tanto attesa disponibilità della Regione di allargare la positiva esperienza dei 7 centri della provincia di Savona è Pierclaudio Brasesco, presidente di Medicoop: “Due-tre strutture sarebbero pronte ad aprire già il primo luglio, ci basta il via libera dall’Asl3 e dall’assessorato”.

“Il tavolo con l’azienda e l’assessorato è aperto da tempo, – prosegue Brasesco – naturalmente la ricetta savonese andrebbe modificata per meglio adattarsi alla realtà metropolitana di Genova, ma noi siamo disponibili ad entrare all’interno del consorzio LiguriaSalute e dare vita alla sperimentazione genovese che potrebbe arrivare ad avere un ‘centro’ in ogni distretto cittadino”.

L’apertura 7/7 dei centri salute permetterebbe di alleggerire il lavoro di guardia medica e pronto soccorso degli ospedali cittadini con “codici bianchi” che, invece, potrebbero essere tranquillamente trattati dai medici di base: “Certo forse a Genova bisognerebbe prevedere che la visita nel week end non sia a carico del paziente come nei centri del savonese, ma a carico, invece, dell’azienda sanitaria. Per il resto, l’esperienza di Alassiosalute o CairoSalute è assolutamente replicabile anche qui”, conclude Brasesco.

Sulla stessa lunghezza d’onda la dottoressa Sara Storace: “Il contenitore per la Valle Scrivia esiste già ed è l’ex ospedale. Il nosocomio, attualment,e è solo un costo per la ASL3 e invece rappresenta il posto ideale dove attivare un centro salute in grado di intercettare tutta la domanda dell’intera Valle. Oggi la popolazione deve sobbarcarsi un viaggio sino agli ospedali metropolitani anche per patologie che potrebbero essere curate dai medici di base, se fossero dotati di una struttura adeguata”.

Il progetto BusallaSalute che è già stato presentato all’azienda sanitaria vede l’adesione di una decina di medici di famiglia: “Certo nessuno parla di abbandonare gli studi medici e confluire solo nell’ex nosocomio – spiega Storace – ma la nostra idea vede l’attivazione di un servizio curato dai noi medici operativo sette giorni su sette rendendo proficua per la ASL3 una struttura come quella di Busalla e dando un grande servizio alla cittadinanza.”

“La nostra modifica principale alla ricetta savonese – conclude Storace – sarebbe quella di poter attivare alcuni posti letto per poter curare patologie acute per pazienti disagiati che non trovano più risposta dall’assistenza sanitaria pubblica ospedaliera”.