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Economia

Giovani, Pinotti: “Da troppi anni dimenticati, lavoro è priorità numero uno del governo”

Roberta Pinotti

Genova.”Il termine rivoluzione è forte ma lo capisco. La priorità numero uno di questo governo, davanti a qualsiasi altra cosa è il lavoro per i giovani, al centro dei pensieri del premier”. Così Roberta Pinotti, sottosegretario alla Difesa, ha commentato il grido d’allarme dei giovani industriali lanciato oggi al convegno di Santa Margherita: “dare un segnale o rivolta sociale”.

“Il lavoro per i giovani è un’esigenza vera – ha detto Pinotti all’incontro Pd organizzato al Cap di Genova – da lì può ripartire tutto, al contrario senza risolvere questo problema non si affrontano gli altri”. Inoltre – ha continuato Pinotti – da troppi anni i giovani sono “la categoria più dimenticata dal nostro Paese, quindi condivido il loro grido di dolore o di rivoluzione, se vogliamo chiamarla così”. Entro giugno il governo presenterà il piano per il lavoto giovanile, “lì metteremo tutte le energie per tirare fuori la svolta”, ha sottolineato l’esponente Pd.

Data la scarsità di risorse è possibile pensare che si parterà dallo sgravio fiscale per l’assunzione di giovani e donne. “Poi dobbiamo fare in modo che il lavoro non scappi dal paese – ha aggiunto Pinotti – e altra cosa che l’Italia riesca a vendere all’estero”.

L’idea è quella di creare una rete di supporti e protezioni per le imprese, che le sollevino dall’impasse attuale, dal caro bollette alla lentezza della giustizia civile, senza uscire dalle regole europee e del mercato.

Russia, Berlino, Perù, Quatar, sono alcuni dei Paesi con cui Pinotti si è relazionata recentemene. “L’interesse per il nostro paese è altissimo, un potenziale da sfruttare, ma dobbiamo ripartire con un po’ più di fiducia. Ho avuto giudizi positivi, ad esempio in Russia, mi hanno parlato del prodotto Elsag come una delle cose più straordinarie che abbiano visto”.

Anche in un momento come questo in cui Selex Es sta vivendo una tensione altissima. “Una preoccupazione che condivido, è una situazione che guardo con estrema attenzione e che va ridiscussa, perché l’impatto è troppo forte. Non dobbiamo dimenticarlo: oltre a salvaguardare l’occupazione e pensare al rilancio, abbiamo prodotti su cui possiamo davvero puntare”.